Novel Food e sostenibilità: Il punto con giornalista Daniele Bartocci

Novel Food e sostenibilità: Il punto con giornalista Daniele Bartocci

Il concetto di Food Tech, molto in voga nei tempi odierni, intende rendere più efficiente e sostenibile il settore alimentare nelle diverse sfaccettature, a livello di produzione, di consumo, di delivery, marketing, di packaging, di vendita e di comunicazione

Food trend 2023 e prospettive del settore, passando per l’influenza della tecnologia applicata al food. Un’analisi dettagliata, quella del giornalista e pluripremiato professionista del mondo food Daniele Bartocci. Da sempre sensibile alle tematiche della sostenibilità e della food communication, ospite di recente della cerimonia dei Green Vision Awards 98000 di Milano. Daniele Bartocci ha vinto, tra i vari premi, l’Innovation&Leadership Le Fonti Awards 2022 a Milano come Professionista dell’Anno Giornalismo e Comunicazione e il premio giornalista dell’anno al Food&Travel Awards 2022 riservato alle eccellenze italiane del food. “A mio avviso il fattore tecnologico e il concetto vasto di innovazione non devono assolutamente mai perdere di vista il rispetto della Tradizione. Il cosiddetto fattore T che ancora oggi, nei tempi della rivoluzione digitale e in un’epoca in cui ci si interfaccia con un’audience più consapevole grazie all’espansione incontrastata del World Wide Web, può andare a costituire un valore aggiunto in grado di contraddistinguersi rispetto ai competitors di settore, ciò può valere per numerose realtà del settore alimentare e non”. Su food tech: “Il concetto di Food Tech, molto in voga nei tempi odierni, intende rendere più efficiente e sostenibile il settore alimentare nelle diverse sfaccettature, a livello di produzione, di consumo, di delivery, marketing, di packaging, di vendita e di comunicazione. A mio avviso non si deve però mai dimenticare le origini di un prodotto, la brand identity ovvero la tradizione, il proprio territorio, la territorialità che in un’ottica di storytelling ancora oggi può fare veramente la differenza all’interno di una specifica mission imprenditoriale inevitabilmente legata alla brand reputation.

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SLOGAN AMBIENTALISTICI E SICUREZZA ALIMENTARE PER UN MODELLO SOSTENIBILE Ben venga ovviamente lo sviluppo tecnologico (magari anche la diffusione blockchain nel comparto alimentare), ben accetti i modelli innovativi digitali del b2b il cui utilizzo credo andrà a incrementarsi nel prossimo futuro nell’ambito del food&beverage. Ben accetta la tecnologia di processo snella ed efficiente e la tecnologia di prodotto, bene gli slogan ambientalistici o che puntano su ecologia di sistema, ma a patto che non ci siano particolari compromessi, abusi e/o strumentalizzazioni a tal proposito. Un po’ come quello che avviene probabilmente (all’estero ma non solo) per il nostro Made in Italy e per il termine gourmet che potrebbero essere valorizzati, se rispettati determinati vincoli e parametri, ancora e molto di più in giro per il mondo… Farine di grillo domestico e carne prodotta in laboratorio? Alcuni parlano di miliardi di euro come giro d’affari tra qualche anno. Mi limito a dire che dobbiamo salvaguardare al meglio le nostre eccellenze italiane. E pensare che l’elenco degli insetti commestibili, dei cibi cosiddetti superproteici e dal minor impatto ambientale è molto vasto: dalle larve alle, formiche, cavallette, scarafaggi e tanti altri occupano da tempo un posto di spicco nelle cucine di varie zone del pianeta. Un giro d’affari da circa 750 miliardi di dollari, dicono, entro il 2027. Dal mio canto ripeto: pensiamo a salvaguardare le nostre aziende e le nostre eccellenze made in Italy.

LA CULTURA ALIMENTARE, TECNOLOGIE E NUOVE TENDENZE FOOD Daniele Bartocci è entrato a fine 2022 nella Top10 dei migliori professionisti italiani impegnati nello sviluppo di un brand nel canale Horeca (premio Bar Awards), vincendo altresì il premio World Masterchef Pizza d’Oro per la comunicazione food. Daniele Bartocci è volto tv e giudice del programma gourmet tv King of Pizza, talent-show in onda nel 2022 sul circuito Sky, ed è stato ospite negli anni di varie rubriche, convegni e seminari sul tema food e comunicazione. Sembra avere le idee chiare: “Spero che non arriveremo mai alla completa robotizzazione o meglio automatizzazione del settore, quella tecnologia ossessiva che spesso vediamo nei social, in alcuni paesi del continente Asiatico in particolar modo, dove ad esempio le pizze non vengono più fatte da esseri umani ma da robot. E ciò comporterebbe secondo me una tragedia dal punto di vista dell’occupazione e lavoro nel food, pizzeria e non solo”. Parlando di cultura alimentare, l’Italia è numero uno indiscusso secondo il giornalista Bartocci, impegnato oggi nel management e sviluppo mercati di una grande realtà alimentare: “Credo che fuori dal nostro paese ci sia un palato medio molto ma molto inferiore rispetto al nostro. So che qualche realtà imprenditoriale utilizza ad esempio due differenti linee di prodotto, una per il mercato italiano e una dedicata al mercato estero, proprio per un differente concetto di qualità”.

ITALIA VS ESTERO: TENDENZE PLANT-BASED, CUCINA GREEN E DIFFUSIONE DEI NOVEL FOOD “Frattanto voglio sperare, a parte l’importante impatto ambientale, che onestamente a livello UE non ci siano particolari logiche di business egoistiche che vogliano penalizzare l’eccellenza Made in Italy nel mondo. Non lo penso solo io. Tuttavia credo non perderemo mai la nostra identità italiana a livello food. E la stragrande maggioranza degli italiani si dichiara disponibile a pagare qualcosina in più pur di non perdere la garanzia dell’origine Made in Italy. Non credo nemmeno che ameremo fin troppo, mai da italiani, cibi sintetici, polveri o similari, nonostante i contrasti interni che ci saranno tra le diverse coalizioni politiche anche nel nostro paese. Ciononostante sarebbe dura accettare quella che in Europa talvolta vogliono etichettare, a mio avviso erroneamente, come dieta green a discapito di vini e carni italiane viste ‘stranamente’ come fattori di rischio. I nostri prodotti, le nostre eccellenze agroalimentari devono essere promosse perché appunto siamo i numeri uno. Mi spiace, ripeto, sentir parlare di farine di insetti o cibi sintetici… Sostenibilità ambientale, salvaguardia del benessere animale e cucina green sicuramente sì, sono termini essenziali ma anche qui a patto che non ci siano stravolgimenti, abusi o strumentalizzazioni. Gli elementi più in voga per il nuovo anno 2023? Tra essi direi alghe e lo yaupon, bevanda specifica del NordAmerica densa di caffeina usata anche nel settore mixology. Si confermerà nello stesso tempo la tendenza del food delivery, sempre con un occhio bionico ai packaging ecosostenibili (bio based/plant based) e del cosiddetto food aesthetic. Ebbene, anche nel 2023 ci sarà questa moda di postare e condividere contenuti belli e super estetici sul web, i piatti più in, gourmet, cocktail esplosivi e abbinamenti particolari ed eleganti tra food&beverage. D’altronde anche l’occhio vuole come sempre la sua parte…”

15 febbraio 2023

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