Giunge al termine la seconda edizione della Food Innovation Global Mission

Giunge al termine la seconda edizione della Food Innovation Global Mission

Dalla riduzione degli sprechi al riutilizzo degli scarti, dalla produzione sostenibile ai nuovi cibi a bassissimo impatto ambientale fino all’utilizzo del cibo come mezzo educativo e di riscatto sociale: si sono conclusi i 60 giorni di viaggio in 12 città del mondo dei 16 ricercatori del Food Innovation Program

Future Food Institute

60 giorni di viaggio, 12 tappe in altrettante città dall’Europa all’Asia, passando per l’America e Canada, 12 agende istituzionali, centinaia di digital advocates per la campagna social “Future Food for Climate Change” con decine di Digital Meetup organizzati da tutte le parti del Pianeta, sono questi i numeri della Food Innovation Global Mission 2018, il più grande giro del mondo nell’innovazione del cibo, che ha visto 16 ricercatrici e ricercatori del “Food Innovation Program” – Master internazionale di secondo livello sull’innovazione applicata al settore agroalimentare – organizzato dall’Università degli Studi di Modena e Reggio-Emilia, Future Food Institute e Institute For the Future di Palo Alto (California) -, impegnati nella visita ai più importanti food tech hub del Mondo.

La Food Innovation Global Mission, giunta quest’anno alla sua seconda edizione, è partita dalla “Scuderia, Future Food Urban Coolab”, una delle sedi bolognesi del Future Food Institute, lo scorso 12 maggio con l’obiettivo di visitare le realtà più interessanti e innovative del comparto alimentare. Riduzione degli sprechi alimentari, riutilizzo degli scarti di cucina ma anche produzioni sostenibili e nuovi cibi a bassissimo impatto ambientale: quello della delegazione del FFI è stato un viaggio nel prossimo futuro del nostro sistema alimentare e quindi del Pianeta.

“Dopo 60 giorni on the road e dopo aver visitato Amsterdam, Berlino, Madrid, Toronto, New York, San Francisco, Tokyo, Hong Kong, Shanghai, Bangkok e Mumbai, dopo aver incontrato ed intervistato oltre 160 Food Heroes e storie di successo – ha dichiarato Sara Roversi – fondatrice di Future Food Institute – si conclude la Food Innovation Global Mission.

E’ stata per tutti noi una missione entusiasmante e travolgente, ricca di incontri, scoperte, progetti, nuovi contatti e opportunità, conferenze, interviste; un’esperienza condivisa con un team di Fellows davvero speciale che ci ha permesso di studiare il mondo e i nostri focus di ricerca, partendo da punti di vista molto differenti.

Abbiamo già cominciato, grazie anche al prezioso supporto dei nostri knowledge partner come il DISBA CNR e l’INAF del Canada, l’importante processo di elaborazione di tutti i contenuti, l’analisi dei materiali e delle interviste raccolte per poi essere pronti a pubblicare i risultati del progetto ad inizio Ottobre e presentarli alla Maker Faire Rome in programma dal 12 al 14 Ottobre a Roma e al World Food Day, nelle sedi istituzionali”.

La Food Innovation Global Mission è stata patrocinata, tra gli altri dalla Farnesina. La diplomazia economica del Governo Italiano è stata fondamentale per attivare la rete diplomatica italiana all’estero e contribuire alla valorizzazione e al posizionamento del Sistema Italia nel Mondo, attraverso un’azione sinergica pubblico-privato, gestita dal Dipartimento Relazioni Istituzionali e Accordi Strategici Internazionali del Future Food Institute.

Nel corso delle 12 agende istituzionali seguite nei 2 mesi di missione, il Dipartimento ha incontrato 9 capi delle Agenzie mondiali delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale dei Paesi in Via di Sviluppo, grazie ad UNIDO ITPO Italy;

5 Ambasciatori d’Italia all’estero; 2 delegazioni dell’Unione Europea, rispettivamente a New York e Bangkok; 2 Consoli Generali d’Italia; Università, Centri di ricerca; Cluster scientifici, tecnologici e produttivi, facendo squadra con Camere di Commercio Italiane all’estero ed estere in Italia, per un totale di circa 250 persone incontrate, avviando 6 nuovi accordi strategici per i 6 Paesi target del FFI: America; Canada; Giappone; Cina; Hong Kong; Thailandia.

A Tokyo si è tenuto uno degli appuntamenti istituzionali più importanti, quello che ha visto FFI, su invito di UNIDO ITPO Italy, partecipare a ITPO Heads’ Meeting, l’incontro annuale in cui i vertici dei 9 uffici di Promozione Tecnologica e degli Investimenti della rete UNIDO presentano le attività implementate, i nuovi step da intraprendere e i miglioramenti attesi.

E’ stata la prima volta che UNIDO ITPO Italy e FFI si sono presentate ufficialmente insieme, con l’obiettivo di coinvolgere le altre agenzie internazionali negli impegni pianificati volti alla promozione dell’innovazione nell’agribusiness nei PVS. Emblema di tale collaborazione, promosso per tutta la durata della Global Mission: la 3° edizione del Premio Internazionale per le idee innovative e i progetti tecnologici nell’agribusiness per i PVS 2019 realizzato in partnership con il Future Food Institute, valorizzando anche i 500 progetti già raccolti nelle precedenti edizioni, provenienti da 80 paesi e 5 continenti.

Food Innovation Global MissionCon l’occasione, la Direttrice di UNIDO ITPO Italy, Diana Battaggia, ha dichiarato: “Ho deciso di invitare il Future Food Institute come special guest a questo importante Heads Meeting, perché questa collaborazione strategica, come anche ha evidenziato la collega Lucia Cartini, coordinatore ITPO, recepisce un bisogno sentito dalle UN a livello mondiale: incrementare gli interventi sulla innovazione per promuovere investimenti e aumentare i livelli di competitività di aziende e territori. Su questo la nostra Agenzia ha svolto dal 2015 un lavoro pionieristico”.

Ancora, la missione è stata presentata al Parlamento Europeo, grazie alla collaborazione con l’on. Paolo De Castro, Vice Presidente della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, ad un mese dal lancio alla FAO, Food and Agriculture Organization, dove il Future Food Institute avrà presto una sede. Tale lavoro, ha previsto anche il consolidamento della collaborazione con la rete di Al Gore, ex Vice Presidente degli Stati Uniti e Premio Nobel per la Pace.

Con già una partnership formale con la branch europea ed una collaborazione con quelle di India e Canada, il Future Food Institute ha incontrato durante la Global Mission circa 65 Climate Leaders in tutto il Mondo (e soprattutto Europa, Canada, America e India), per approfondire i temi dell’impatto dell’innovazione nel sistema agroalimentare sui cambiamenti climatici. Inoltre oltre 300 Climate Leaders si sono attivati per la campagna digitale “Future Food for Climate Change #FF4CC”, il cui testimonial è stato il famoso imprenditore Marc Buckley, coordinatore del The Climate Reality Project Germany e componente della Commissione Ambiente e Innovazione della Federazione Italiana per i Diritti Umani.

La Mission: le tappe

Prima tappa della Mission, Olanda, dove la parola d’ordine è stata “lotta allo spreco alimentare”; significative in questo senso le realtà della Maison Van der Boer, ideatrice del progetto Food For Care, finalizzato alla riduzione degli scarti alimentari e al riutilizzo di ciò che è ancora considerato ottimo per il consumo, all’interno degli ospedali, grazie a vere e proprie ricette gourmet. Lotta agli sprechi anche a Instock, il ristorante virtuoso in cui agli avventori sono offerte pietanze realizzate esclusivamente partendo da eccedenze alimentari.

Superati i Paesi Bassi, ai ricercatori della Mission si sono aperte le porte di Berlino e della Spagna, con la tappa di Madrid in cui è stato inaugurato il nuovo Future Food Lab presso l’Istituto Europeo di Design della capitale spagnola, che potrà così vantare un centro di ricerca e innovazione alimentare legato a doppio filo all’omologo bolognese.

Non solo cibo, il viaggio dei ricercatori di FFI si è concentrato anche sui sistemi produttivi e di distribuzione degli alimenti come nel caso della visita al berlinese Original Unverpackt, un supermercato in cui imballaggi e confezioni, non strettamente necessari alla conservazione del cibo, sono eliminati, pur mantenendo altissima l’attenzione verso la qualità; un vero e proprio esempio di produzione sostenibile.

Lasciato il vecchio continente la delegazione della Scuderia si è mossa alla volta dell’America con una doppia tappa tra Stati Uniti e Canada. Si parte dal Paese dell’acero in cui i ricercatori hanno raggiunto a Toronto e visitato il centro di ricerca NSERC (Natural Sciences and Engineering Research Council of Canada) promotore dell’evento Future of Food Protein, in cui la ricerca sulle proteine alternative e sulle carni in laboratorio sta aprendo nuovi scenari sulle nostre future e possibili abitudini alimentari.

Lasciato il Canada è stata la volta degli Stati Uniti, patria dei fast food: il Paese a stelle e strisce ha riservato non poche sorprese ai ricercatori di FFI, specialmente per quanto riguarda l’utilizzo del cibo come mezzo per azzerare le disuguaglianze sociali.

Da Green Bronx Machine, un progetto che vanta tra le lezioni scolastiche quella di coltura, in cui le tecniche agricole, messe in pratica dagli studenti, sono utilizzate come mezzo per favorire l’aggregazione e dare la possibilità di una dieta più salutare anche alle famiglie meno abbienti, a Emma’s Torch un ristorante di Brooklyn in cui tutto il personale del locale, dalle cucine alla sala, è composto da rifugiati in cerca di un’occasione lavorativa e d’istruzione, gratuitamente concessa dal ristorante che porta il nome di Emma Lazarus, la poetessa statunitense autrice dei celeberrimi versi ai piedi della Statua della Libertà “Give me your tired, your poor, your huddled masses yearning to breathe free”.

Un altro evento importante nel viaggio dei ricercatori è stato quello svoltosi a San Francisco durante la Design Week con il supporto di Airbnb. Interessante è stato l’evento, legato al progetto di Food is a Conversation, in collaborazione con l’organizzazione non-profit Farming Hope, che nasce con l’intento di offrire lavoro ai senzatetto e alle persone con un reddito economico molto basso, attraverso attività di giardinaggio e utilizzando gli alimenti ricavati in ristoranti pop up.

Il progetto, già sperimentato con altre formule in diverse città italiane, si è basato sull’incontro di studenti del Food Innovation Program ed esperti del settore alimentare con dei senzatetto, riuniti attorno a un tavolo per esplorare soluzioni alternative sui temi del sociale e della nutrizione. Infine, durante la visita al quartier generale di Airbnb si è tenuta la presentazione in anteprima di “Food Makers: un viaggio intorno al futuro del cibo”.

Lasciato il nuovo continente, la delegazione del Future Food Institute si è diretta a Oriente, visitando Tokyo e Hong Kong. Durante la tappa di Hong Kong la delegazione del Food Innovation Program, guidata dalla ricercatrice della UC Davis Chiara Cecchini, ha preso parte alla Hong Kong Food Hackathon, iniziativa della PolyU in cui diverse figure professionali si sono confrontate su nuove idee imprenditoriali in ambito foodtech (combinate con le opportunità del digitale e dell’Internet of Things) in tre giorni divisi tra momenti di brainstorming e workshop aziendali.

Tra i vari speech tenutisi durante l’hackathon di grande interesse è stato quello di Unigrà, azienda ravennate che si occupa di sostenibilità e innovazione tecnologica nel mondo agricolo e che ha lanciato la sua linea di drink a base vegetale OraSì. Al termine dell’hackathon gli studenti del master, dopo un’attenta riflessione sui 4 temi alla base della loro formazione, hanno presentato in un breve pitch il loro progetto di Food Innovation.

Lo scorso 12 luglio la Global Mission è giunta al termine con le due tappe di Bangkok (Thailandia) e Mumbai (India). Durante la visita a Bangkok, il Future Food Institute ha firmato un accordo triennale con Foodinnopolis, hub locale di ricerca, sviluppo e innovazione dell’industria alimentare e il National Science Technology and Innovation Policy Office.

I temi centrali dell’accordo sono la costruzione di un ponte di innovazione tra Europa e Thailandia, valorizzando gli interscambi tra gli stakeholder delle relative filiere, e un programma di azioni finalizzate al business matching tra operatori economici, comprese le startup, e mondo accademico e della ricerca applicata, consolidando anche le relazioni istituzionali tra Italia e Thailandia. Riguardo quest’accordo anche il dottor Kitipong Wong, segretario delle Royal Thai Armed Forces, ha parlato dell’importanza della partnership per lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione delle industrie alimentari locali, dichiarando:

“Lo scopo dell’accordo è dare, attraverso la collaborazione con il leader mondiale della food innovation, la possibilità agli imprenditori thailandesi del settore food di competere nell’arena globale e realizzare prodotti alimentari più mirati. Allo stesso tempo, sarà possibile soddisfare i bisogni del mercato mondiale e rendere il personale coinvolto nelle industrie alimentari thailandesi ben più capace di ora”. Grazie a realtà come FoodInnopolis, la Thailandia è all’avanguardia nell’ambito della food innovation lungo tutta la filiera agroalimentare.

L’ultima tappa della Global Mission si è svolta in India a Mumbai dove, tra gli incontri più significativi vi è stato quello relativo al ciclo Food is a Conversation, svoltosi con una triplice collaborazione tra Future Food Institute, The Bombay Canteen (ristorante indiano) e Edible Issues (webzine che si occupa dei problemi alimentari del subcontinente indiano diretta dalle ricercatrici della Global Mission Anusha Murthy e Elizabeth Yorke).

Durante l’incontro, che ha visto la partecipazione di Varun Deshpande (manager del chapter indiano di The Good Food Institute) e Sara Roversi (founder di Future Food Institute), sono state trattate numerose tematiche, tra cui il ruolo della tradizione nei sistemi di food innovation, i compiti degli chef nella risoluzione dei problemi alimentari, il ruolo delle istituzioni nell’alimentazione di qualità e sostenibile e il futuro del sistema agroalimentare indiano.

SULLA FOOD INNOVATION GLOBAL MISSION

La Food Innovation Global Mission, patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, partita da Bologna il 12 maggio vede coinvolta la delegazione del “Food Innovation Program”, Master internazionale di secondo livello sulla Food Innovation organizzato dall’Università degli Studi di Modena e Reggio-Emilia, Future Food Institute e Institute For the Future di Palo Alto (California).

La delegazione ha incontrato aziende, startup, makers, scienziati, climate leaders, stampa, influencer, food heroes, rappresentanti istituzionali; ha visitato, tra l’altro, Fablab, Università, centri di ricerca, cluster scientifici e tecnologici, per promuovere un approccio più sostenibile e consapevole all’alimentazione, sviluppare nuove tecnologie e innovazioni nel settore alimentare, rafforzare il collegamento tra mondo della formazione, mondo della ricerca/innovazione, mondo makers e mondo delle imprese, formare giovani talenti che possano diventare “future food leaders”.

In ogni tappa il gruppo ha avuto l’occasione di incontrare il mondo della ricerca attraverso la partnership con prestigiose università internazionali, ma anche la comunità di aziende e foodies rappresentativi del Made in Italy nel mondo grazie anche alla collaborazione con “I Love Italian Food”, la più grande community internazionale dedicata al cibo 100% italiano.

La Global Mission ha visto inoltre lo svolgersi di un importante lavoro diplomatico ed istituzionale con 12 agende istituzionali realizzate nel corso della missione, che hanno permesso di incontrare, anche grazie al prezioso lavoro della Farnesina, le Ambasciate d’Italia nei Paesi visitati, le Nazioni Unite, i Governi, la rete camerale e le istituzioni pubbliche presenti in loco.

L’intera missione è stata animata dalla campagna “Future Food 4 Climate Change”, che ha visto protagonisti centinaia di advocates e influencer in tutto il mondo, coinvolti anche con l’aiuto del Youth Climate Leaders Network, il più importante “Climate Co-Lab” di giovani del mondo. Testimonial della campagna #FF4CC, l’attivista e noto imprenditore americano Marc Buckley, fondatore di una delle più famose industrie di healthy beverage completamente sostenibili, sita in Germania, coordinatore del Climate Reality Project di Al Gore per la Germania e componente della Commissione Ambiente e Innovazione della Federazione Italiana Diritti Umani. La campagna è supportata dal The Climate Reality Project Europe.

IL TOUR

Il tour ha toccato alcune delle più importanti capitali mondiali, eccellenze globali dell’innovazione legata alla filiera dell’agroalimentare. Una vera e propria missione tra Fab Lab, acceleratori ed incubatori d’impresa, istituzioni, centri di ricerca e mercati, alla scoperta dei “local food heroes”, sperimentando “food rituals” e studiando le grandi “icone” del food mondiale che caratterizzano le diverse culture e le identità delle città visitate.

Il calendario:
12/05 – 18/05 Wageningen, Maastricht e Amsterdam (Olanda)
19/05 – 24/05 Valencia, Madrid (Spagna)
19/05 – 24/05 Berlino (Germania)
26/05 – 31/05 New York (USA)
26/05 – 31/05 Toronto (Canada)
31/05 – 12/06 San Francisco (USA)
13/06 – 21/06 Hong Kong (Hong Kong)
13/06 – 21/06 Tokyo (Giappone)
22/06 – 01/07 Shanghai (Cina)
02/07 – 09/07 Mumbai (India)
02/07 – 09/07 Bangkok (Thailandia)

La delegazione:
1. Alejandra Ramirez Troncoso (Colombia): Designer,
2. Amr Ahmed Ahmed Elshahawey (Egypt): Social media influencer, celebrity chef
3. Ashleigh Jade Forster (South Africa): Food Scientist
4. Auriane Borremans (Belgium) Hotel and Tourism management and Culinary Leadership Innovation expert
5. Anusha Murthy (India): Engineer food expert
6. Bernadette Nikole Maligalig (Philippines): Food Scientist
7. Diana Moreno (Colombia): Designer
8. Christopher Howard Paige (USA): Food Lawyer
9. Elizabeth Yorke (India): Culinary Artist
10. Farah Al-nahhas (Jordan): Culinary Artist
11. Julia Dalmadi (Hungary): Food Entrepreneur
12. Kerong Wang (China): Biotechnologist with specialization in Toxicology
13. Ladeji Abimbola (Nigeria): Psychologist and Entrepreneur
14. Lise Van Wijk (South Africa): Food Scientist
15. Murray Elphick (South Africa): Food Scientist
16. Zachary Porges (USA): Food International Entrepreneur

Team Leaders:
Sara Roversi (Italy): Founder of Future Food Institute – Head of the Food Innovation Global Mission
Matteo Vignoli (Italy): Food Innovation Program Director – Ricercatore di Unimore e Trustee del Future Food Institute
Claudia Laricchia (Italy): Future Food Institute – Head of Institutional Relations & Global Strategic Partnerships e coordinatrice del progetto “Future Food for Climate Change”
Chiara Cecchini (Italy-USA): co-founder Future Food US – program manager
Beatriz Jacoste Lozano (Spain): gastro diplomat – FIGM team leader
Simona Grande (Italy): Food Makers Expert – Social Innovator – FIGM team leader e media coordinator

I PARTNERS
A supporto del Programma e della Food Innovation Global Mission, grandi aziende del settore agroalimentare tra produzione, packaging, food safety e ristorazione collettiva tra cui Barilla s.p.a., e le giá citate Tetra Pak e CAMST – La Ristorazione Italiana Soc. Coop. a r.l.
Partner tecnici sono: Arte Facta, 24 bottles, Ecoalf.
Corporate partner del Food Innovation Program sono anche le aziende CIR, Gruppo Martinez, Amadori, You Can Group e Cantine Riunite.

Institutional e Knowledge partner della Food Innovation Global Mission sono:
UNIDO ITPO Italy (Agenzia delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale dei Paesi in Via di Sviluppo); Ministero degli Affari Esteri del Governo Italiano; Regione Emilia-Romagna, Climate Reality Project Europe; GFAR (Global Forum on Agricultural Research and Innovation fondato da FAO e Unione Europea); DISBA CNR, Dipartimento di Scienze Bio-agroalimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche; Federalimentare; Camera di Commercio Italiana ad Hong Kong; Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien);

Google Food, Philip Kotler Marketing Forum; Youth Climate Leaders Network; FoodInnopolis e la Thailand Management Association (Bangkok, Thailand); Walk for Water, Organizzazione non governativa con sede in India; We don’t have time; Food Inspiration Magazine (Netherland); Intesa San Paolo; l’Associazione I Love Italian Food; Comune di Reggio Emilia, Reggio Emilia Innovazione (REI), Fondazione Manodori; PAUSE – Reggio Children; THIMUS, Maker Faire Rome e Make Foundation, VRD, Epoca, Legacoop Emilia Ovest, Confindustria Emilia Romagna, Fondazione E35, Food Tank, Food Tech Connect, Vazapp, AGI (Official Media Partner).

Il Food Innovation Program, promosso da Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (Unimore), Future Food Institute di Bologna (FFI), e Institute for the Future di Palo Alto (IFTF) è un Master di secondo livello unico al mondo che forma i talenti alle pratiche globali di innovazione nella filiera agroalimentare, abilitando reti internazionali di supporto e capacità di creare nuove imprese e di strutturare processi di innovazione in imprese esistenti.

Il programma che è giunto ora alla sua terza edizione e coinvolge young professionals e ricercatori provenienti da tutto il mondo e differenti discipline, prevede un periodo di studio preparatorio in Italia che si svolge tra Reggio Emilia e Bologna ed una Missione di 60 giorni dove i ragazzi sono chiamati a esaminare alcuni tra i più rilevanti Food Innovation Hub al mondo.

Uno studio che alimenterà la già ricchissima mappatura di startup, ricerca scientifiche e progetti innovativi e soprattutto metterà in connessione diretta l’ecosistema della Food innovation con le Imprese.

Amsterdam e Wageningen, Valencia, Berlino, Toronto, New York, Silicon Valley & Napa Valley, Tokyo, Shanghai, Hong Kong, Mumbai e Bangkok.
Questi talenti, studenti provenienti da diverse formazioni accademiche, verranno affiancati da docenti provenienti dai più importanti atenei internazionali, per esplorare e identificare le tecnologie critiche per l’agricoltura, la distribuzione del cibo, il retail e il consumo, così come la diffusione e lo sviluppo di innovazioni radicali nell’industria del food attraverso un approccio globale che consideri l’intera filiera agroalimentare, in linea con la “Seed of Disruption Forecast Map” sviluppata da IFTF.

Fondato nel 2014 a Bologna è oggi un intero ecosistema che fa della food innovation uno strumento chiave per affrontare le grandi sfide del futuro, parlando al mondo, ma valorizzando il territorio partendo dalla Italia. Un ecosistema composto da un’anima education: il Future Food Institute, Trust no-profit che grazie alle preziose partnership globali, ha dato vita al master internazionale Food Innovation Program giunto alla sua terza edizione, la Food Innovation Global Mission, Summer School, una Young Talent Academy, laboratori per scuole primarie e percorsi per Executive.

Milano, 30 luglio 2018

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