Curiosità linguistiche in cucina: 6 parole italiane utilizzate comunemente nella lingua inglese

Curiosità linguistiche in cucina: 6 parole italiane utilizzate comunemente nella lingua inglese

Nei paesi anglosassoni, infatti, i termini tricolore entrati nel linguaggio comune sono moltissimi, soprattutto in cucina

Le parole inglesi entrate a far parte del vocabolario italiano sono moltissime, da computer a weekend, passando per business, ma l’influenza è reciproca. Nei paesi anglosassoni, infatti, i termini tricolore entrati nel linguaggio comune sono moltissimi, soprattutto in cucina. Per questo, Cambridge Assessment English, che da oltre 80 anni opera come ente certificatore della lingua inglese nel nostro paese, condivide 6 parole italiane legate all’ambito culinario usate anche nei paesi anglosassoni, tra origini, curiosità e nuovi significati: perché non esiste solo la “pizza”!

confetti

Pistachio – Tra i termini più curiosi c’è “pistacchio”, trasformato nei paesi anglosassoni in “pistachio”. Per la storpiatura, però, non bisogna incolpare gli inglesi. Il termine, infatti, è entrato a far parte della loro lingua nel Sedicesimo secolo, quando in Italia si usava ancora la parola “pistaccio”.

Latte – Durante un viaggio in un paese anglosassone può capitare di entrare in un bar e di scorgere il “latte” tra le varie proposte. Si tratta però di un falso amico: chi lo ordina, infatti, non berrà un bicchiere di latte, ma una bevanda molto simile a un latte macchiato o a un caffelatte, non adatto ai più piccoli.

Confetti – “Confetti”: una parola, ma due significati opposti. Se in Italia, infatti, il termine fa riferimento ai piccoli dolci di forma ovale o tonda spesso inseriti nelle bomboniere di matrimoni e battesimi, nei paesi anglosassoni si riferisce ai coriandoli. Insomma, nel Regno Unito i “confetti” spesso si lanciano alla sposa, in Italia si regalano agli invitati.

pizza

Pepperoni – Come accade per il latte, anche quando si ordina una pizza “pepperoni” bisogna fare attenzione. Il termine, infatti, non indica le verdure (bell peppers, in inglese), ma il salamino piccante. Pare che la parola sia entrata nel vocabolario inglese nel 1919 grazie a un pizzaiolo italiano emigrato negli Stati Uniti e che sia legata a uno degli ingredienti principali di quella specifica pizza: il peperoncino.

Gelato – Molti credono che, nella lingua inglese, il termine “gelato” si traduca semplicemente con “ice-cream”, ma la realtà è un po’ più complessa. La parola “ice-cream”, infatti, indica la versione preparata con latte, panna, zucchero e, molto spesso, tuorlo d’uovo. La parola “gelato”, invece, indica la ricetta senza uova e con una diversa proporzione tra panna e latte, molto più simile alla versione italiana.

Mozzarella – Il termine mozzarella indica, sia per i madrelingua italiani che per i madrelingua inglese, lo stesso latticino, anche se nei paesi anglosassoni è spesso seguito dalla parola cheese, formaggio. Come si può immaginare, la parola si è diffusa soprattutto grazie alla pizza, anche se oggi molte pizzerie inglesi utilizzano altri tipi di formaggio nelle loro ricette.

Chi è Cambridge Assessment English. Nel mondo sono più di 7 milioni le persone che ogni anno si affidano a Cambridge English per certificare il loro livello di inglese. Una fiducia legata alla storia di oltre un secolo dell’istituzione, che è attualmente presente in oltre 130 Paesi con un totale di 2.800 centri d’esame e 20mila tra università ed enti che riconoscono gli esami di Cambridge English come prova affidabile delle conoscenze linguistiche. Cambridge English opera in Italia da oltre 80 anni come ente certificatore del livello di lingua inglese con un approccio unico all’apprendimento, all’insegnamento e alla valutazione di questa competenza ormai indispensabile nel mondo scolastico, accademico e professionale. In Italia sono più di 6.500 le realtà, tra scuole statali, paritarie e private di lingua ed enti di formazione, che propongono corsi di preparazione ai certificati di Cambridge English. E radicati in ogni parte d’Italia sono anche i 165 Centri autorizzati all’amministrazione delle relative sessioni d’esame, che si svolgono nelle stesse date in tutto il mondo. A coordinare l’attività delle varie sedi è l’ufficio centrale di Bologna, che garantisce l’assoluta qualità dei programmi offrendo un supporto dal punto di vista professionale, della formazione e della ricerca.

24 Febbraio 2021

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