Future Food Institute - Giunge al termine la Food Innovation Global Mission

Future Food Institute – Giunge al termine la Food Innovation Global Mission

Quinta e sesta tappa della Food Innovation Global Mission tra Shanghai, Bangkok e Mumbai
All’insegna dell’innovazione nel mondo del cibo

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La Food Innovation Global Mission (FIGM), la missione ufficiale patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è arrivata alle fasi finali della prolifica edizione 2018, portando i 16 ricercatori del Food Innovation Program (FIP) nelle città di Shanghai (dove si sono fermati per la quinta tappa), Bangkok e Mumbai (tra le quali si sono divisi in due delegazioni per la sesta e ultima tappa).

Nelle tre metropoli asiatiche gli studenti hanno continuato a scoprire diverse realtà e a studiarle nel segno dei 4 temi di ricerca dell’intera Global Mission: Future Of Proteins, Food Care and the Future of Food Services, Scalable Sustainability and Circular Systems e Agro-innovation and Smart Cities.

Le attività della delegazione di Shanghai sono ufficialmente partite il 23 giugno, giorno in cui i ricercatori hanno partecipato a una prima Tea Ceremony, in cui hanno appreso come ricavare le parti migliori delle foglie di tè e combinare quest’antica arte con le movenze del Tai Chi.

Dopo questa prima esperienza, gli studenti si sono subito immersi nella realtà di Shanghai facendo visita a diversi ristoranti ed attivitá della metropoli asiatica, tutti con concept differenti.

Dal ristorante Ultraviolet (che fonde il cibo con innovative tecnologie multi-sensoriali), la Starbucks Reserve Roastery (prima sede nel mondo ad aver implementato programmi di realtà aumentata che mostrano la realizzazione del caffè) fino all’incontro negli headquarter di Google, dove si è parlato dei progetti e delle realtà conosciuti durante la Global Mission e dell’impegno dell’azienda americana nel fornire ai suoi dipendenti cibi sani e piatti nutrienti durante le giornate di lavoro.

Non è mancata la visita della delegazione ad Hema (catena di supermercati parte del Gruppo Alibaba che sfrutta l’innovazione tecnologica, sposando le opportunità dell’acquisto tradizionale con quelle del più avanzato commercio on line).

Un altro highlight della esperienza, è stato un workshop co-progettato dalla CHINA EASTERN NORMAL UNIVERSITY e l’Università Politecnica di Torino per ridisegnare l’isola abbandonata di Chongming.

La prima giornata è stata interamente dedicata alla visita di tale isola, abbandonata da tempo e possibile incubatore di futuri progetti di urban farming sostenibile e innovativo. In merito a quest’isola, l’università cinese e la delegazione del Food Innovation Program hanno cominciato a riflettere sulla possibilità di rivitalizzare il territorio con la creazione della Food Innovation Design School: questa scuola, che si avvarrà del supporto formativo della ECNU’s School of Design, si concentrerà principalmente su processi tecnologici e innovativi del settore food (tra cui esperienze nuove di servizi, degustazioni e riciclo) e svilupperà nuove forme di conoscenza sull’impatto ambientale delle industrie alimentari e sul patrimonio gastronomico mondiale.

Su questo progetto Roberto Pagani, delegato del settore Scienza e Tecnologia del Consolato italiano a Shanghai, ha detto: “L’innovativo food design program dovrà intensificare la crescita sostenibile e la cooperazione tra i Paesi basata sugli scambi culturali e sull’inclusione sociale”. La seconda giornata universitaria, invece, è stata un momento di riflessione e consolidamento di idee in merito all’isola Chongming: i ricercatori, con il Politecnico di Torino e gli studenti dell’ECNU, hanno sviluppato il progetto COOKTOGETHER (idea che lega lo sviluppo delle community locali ai temi di sostenibilità ambientale e alimentare), pensando anche al problema dell’inquinamento con soluzioni di edible packaging, ossia confezioni commestibili.

Su questa iniziativa l’architetto del Politecnico di Torino Lorenzo Savio ha riferito: “Gli studenti hanno avuto la possibilità di svolgere un esercizio sul design creativo volto a fornire una prima impressione su bisogni e richieste del programma del corso e sulle strutture della Scuola da sviluppare nell’isola Chongming. L’esperienza complementare tra il Politecnico di Torino e l’ECNU aprirà opportunità di collaborazione su attività di ricerca e di formazione che coinvolgono tecnologie costruttive e temi di design innovation”.

Altri incontri di grande interesse sono stati quello con BitsxBites (acceleratore di startup che investe in progetti che legano futuro del cibo, sostenibilità e tecnologia) e la partecipazione al Food Education Innovation Forum organizzato da FoodTalk , ROBAM (azienda di elettrodomestici di Hangzhou che da sempre segue le più interessanti innovazioni tecnologiche in ambito food) e il Food Nutrition Science Center dove si sono confrontati con i maggiori food education advocates della Cina sul futuro delle città e delle loro problematiche alimentari. La delegazione ha avuto anche l’occasione all’interno di questo Forum di vedere i progetti di orticoltura urbana e sostenibile avviati da insegnanti e bambini della scuola alla Hangzhou Shanghai World Foreign Language Primary School.

Il team ha avuto anche l’occasione di visitare Shanghai Disney Resort, incontrando il team che si occupa della gestione del food service all’interno del parco. La serata è poi terminata con una cena al Pure and Whole assieme al founder di questo healthy living restaurant, Frank Steffen. Si tratta di un progetto pionieristico per Shanghai, fondato da expat ispirati dalla cucina buddista e dalla volontà nutrire il consumatore in modo sostenibile con grande attenzione alla salute, senza dimenticare il piacere ed il gusto componenti fondamentali quando si parla di cibo.

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immagine tratta da official twitter @Ffoodinstitute ©

Importanti sono poi stati gli insights sul futuro dell’agricoltura ottenuti dall’incontro con altre due importanti realtá: Cambio Coffee (realtà che supporta i piccoli agricoltori e le cooperative nella produzione e nel commercio diretto di caffè, che sta svolgendo ricerche nell’ambito della blockchain applicata alla filiera) e Rainbow of Hope (una comunità basata sulla permacultura, un sistema di progettazione per insediamenti umani eco-sostenibili, fondati sulla centralità dell’agricoltura e su un’attenzione particolare al territorio). Altro incontro è stato con CBI, China Bridge, azienda di innovazione e design, pioniera e leader nel mercato cinese con importanti collaborazioni nel mondo food and beverage.

Durante la tappa di Shanghai il consueto appuntamento del Digital Meetup si è spostato virtualmente a Milano, a Piazza Affari, collegandosi con il Digital Influencer & Innovation Day, l’evento della Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien) dove ha parlato anche Claudia Laricchia, Head of Institutional Relations and Global Strategic Partnerships del Future Food Institute, che ha presentato insieme a Barilla il caso Legumotti (chicchi realizzati con impasti di farina di legumi e altamente proteici).

Il 3 luglio la delegazione si è mossa in direzione Thailandia. La tappa di Bangkok ha conosciuto un momento di grandissima rilevanza: la firma di un accordo triennale tra il Future Food Institute, Foodinnopolis, hub locale di ricerca, sviluppo e innovazione dell’industria alimentare e il National Science Technology and Innovation Policy Office.

Temi centrali dell’accordo sono la costruzione di un ponte di innovazione tra Europa e Thailandia, valorizzando gli interscambi tra gli stakeholder delle relative filiere, nonché un programma di azioni finalizzate al business matching tra operatori economici, comprese le startup, e mondo accademico e della ricerca applicata, consolidando anche le relazioni istituzionali tra Italia e Thailandia.

Riguardo quest’accordo anche il dottor Kitipong Wong, segretario delle Royal Thai Armed Forces, ha parlato dell’importanza della partnership per lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione delle industrie alimentari locali, dichiarando: “Lo scopo (dell’accordo, ndr) è dare, attraverso la collaborazione con il leader mondiale della food innovation, la possibilità agli imprenditori thailandesi del settore food di competere nell’arena globale e realizzare prodotti alimentari più mirati.

Allo stesso tempo, sarà possibile soddisfare i bisogni del mercato mondiale e rendere il personale coinvolto nelle industrie alimentari thailandesi ben più capace di ora”.

Grazie a realtà come FoodInnopolis, la Thailandia è all’avanguardia nell’ambito della food innovation lungo tutta la filiera agroalimentare. Per quello che riguarda la produzione sostenibile, la Sampran Organic Farm, ne rappresenta un modello, grazie alla collaborazione tra le comunità agricole locali. Il Sampran Riverside Hotel è stato il primo a muoversi verso un’ottica di solidarietà con gli agricoltori del luogo, volta verso la produzione di una catena di valore a partire da prodotti organici. L’hotel fornisce ai suoi ospiti prodotti biologici provenienti direttamente dalla sua terra e dai local farmers con i quali collabora.

Oltre alla organic farm, gli studenti hanno potuto conoscere diverse realtà thailandesi dell’ambito food: dal Little Tree Garden Cafè (una serra che offre cibi esotici e circondata da mangrovie) fino all’Or Tor Kor Market (che vende prodotti freschi e salati/stagionati all’esterno), al Doi Kham (locale che serve piatti ispirati all’autentica cucina thailandese e che si basa anche sul commercio di prodotti agricoli di qualità a prezzi equi). In termini di food art molto interessante è stata la cena da Gaggan Indian Cuisine (ristorante di progressive cuisine che basa i suoi menú sulla stagionalità e sulla freschezza degli ingredienti).

Negli spazi di Foodinnopolis i delegati della Global Mission hanno avuto modo di conoscere anche diverse realtà legate all’ambito ricerca e sviluppo del settore food, tra cui il MITR PHOL Group (maggior produttore asiatico di canna da zucchero che si sta concentrando sulla produzione sostenibile di etanolo dalle biomasse e dagli scarti della lavorazione delle piante) e il Betagro Science Center Lab (che offre servizi di monitoraggio sulla salute degli animali ed effettua test sulla qualità del cibo e delle materie prime).

Nei giorni successivi all’accordo la collaborazione con Foodinnopolis è stata molto prolifica: gli studenti del master hanno partecipato al Global Showcase of Foodinnopolis, tenuto dal food hub di Bangkok e da TMA (Thailand Management Association) presso i Glowfish Offices.

Qui hanno continuato a riflettere sui 4 cardini della Global Mission (soprattutto sullo sviluppo delle proteine microbiche), discutendo con i delegati del showcase, ascoltando l’intervento del Thai Union Group (azienda leader del mercato seafood che porta avanti progetti di sostenibilità ambientale legati alla pesca), di LightBlue Consulting (che offre servizi di consulenza aziendale in termini di impatto ambientale e sociale) e della Central Food Hall (supermercato gourmet in cui frutta e verdura vengono raccolte alle 6 del mattino e poste sugli scaffali a poche ore di distanza).

Al termine della giornata formativa i ricercatori hanno poi conosciuto il ristorante Midnight Moon (che si ispira all’arte e all’artigianato asiatici combinando la sua cucina con elementi vintage e vivide decorazioni floreali).

Infine, i membri della delegazione hanno scoperto altre tre realtà dell’ambito food: MK Kitchen (catena di ristorazione che prepara i suoi piatti in un’unica sede per poi distribuirli e riscaldarli nei diversi punti vendita), Hyatt (catena alberghiera con cui i ricercatori hanno discusso il futuro dei servizi food&beverage) e Amphawa (ristorante galleggiante a 50 km dal centro cittadino che offre pesce o crostacei portati direttamente sulle barche e bancarelle di street food locale).

Alla volta di Mumbai i 16 ricercatori hanno avuto modo di conoscere Aditya Raghavan e Anandita Kamani, i fondatori del Danda Food Project, una realtà che organizza cene esperienziali ed educative, proponendo pietanze alternative, spesso prive di carne, che cercano di riportare alla luce piatti della tradizione e dimenticati mescolando ingredienti di stagione e tecniche moderne di preparazione.

Durante la cena è avvenuta una lezione di paneer (il più conosciuto formaggio indiano, a base di latte e yogurt di bufalo) e sono stati degustati i prodotti di Vrindavan Farms, Bombay Duck Brewing, Fresh and Local, Slow Food India, Taru Naturals, seguiti da conversazioni sull’evoluzione di agricoltura e ristorazione in India.

Nei giorni trascorsi nella città indiana altro incontro interessante per la delegazione è stato quello con Earthoholics, impresa sociale nata nel 2011 con l’intento di sensibilizzare la popolazione di Mumbai alle tematiche dell’urban farming e della sostenibilità ambientale che sta attualmente collaborando alla realizzazione di orti biologici urbani all’interno dei complessi residenziali di Arkade Earth (self-sustained nature-themed homes that take you away from technical to ecological).

Il team Grand Hyatt Mumbai F&B ha ospitato i nostri delegati per una colazione “farm to table”. È stata un’opportunità per incontrare i fornitori locali, dagli agricoltori che forniscono uova free-range e polli biologici, gli innovatori che producono insalate ed erbe aromatiche con sistemi idroponici nelle aree metropolitane e imprenditori sociali che educano il pubblico sui Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite con i loro prodotti. All’interno dell’hotel è stato recentemente installato un bioreattore per il compostaggio dei rifiuti organici ed avviato un programma di efficienza idrica ed energetica.

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Sempre restando nella metropoli indiana di grande rilievo è stato l’incontro del ciclo Food is a Conversation, svoltosi questa volta in collaborazione tra Future Food Institute, The Bombay Canteen (ristorante indiano) e Edible Issues (webzine che si occupa dei problemi alimentari del subcontinente indiano diretta dalle ricercatrici della Global Mission Anusha Murthy e Elizabeth Yorke).

Durante l’incontro, tenutosi anche con la partecipazione di Varun Deshpande (manager del chapter indiano di The Good Food Institute) e Sara Roversi (founder di Future Food Institute), numerose sono state le tematiche trattate, tra cui il ruolo della tradizione nei sistemi di food innovation, i compiti degli chef nella risoluzione dei problemi alimentari, il ruolo delle istituzioni nell’alimentazione di qualità e sostenibile e il futuro del sistema agroalimentare indiano.

Infine, il 9 luglio, si è svolto un importante evento di networking per la delegazione del Future Food Institute, organizzato dalla Console Generale d’Italia in India, Dott.ssa Stefania Costanza, presso la propria residenza, alla presenza della business community indiana, della stampa, delle Università e Centri di Ricerca e dei rappresentanti del Climate Reality Project branch India, il network internazionale fondato da Al Gore (Premio Nobel per la Pace ed ex Vice Presidente degli Stati Uniti) composto da oltre 14mila climate leaders provenienti da più di 140 Paesi.

Su quest’ultimo punto, va sottolineato che l’intera Global Mission è stata supportata dal Climate Reality Project Europe e che durante i 2 mesi, la delegazione ha incontrato oltre 50 Climate Leaders ed interagito nel corso della campagna social “Future Food for Climate Change – #FF4CC” con centinaia di climate leaders online, parte dei quali dell’organizzazione internazionale “Youth Climate Leaders Network”. La prima tappa, in Olanda, è stata aperta da una climate presentation del leader olandese ed in India si è chiuso questo ciclo, che rappresenta un’ulteriore risultato e seme di futuro della Global Mission.

Sono stati giorni intensi e pieni di momenti di ispirazione che hanno traghettato il team alla fine di questa bellissima esperienza. La Food innovation Global Mission peró non termina qui. Alle ricercatrici e ai ricercatori toccherá ora il compito piú importante: analizzare i dati raccolti per restituirli alla comunitá, dopo aver sistematizzato questo grande lavoro con i knowledge partner del Future Food Institute, a partire dal DISBA CNR, il Dipartimento di Scienze Bio-Agroalimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal INAF, l’Istituto Nazionale Canadese di Alimentazione Funzionale.
Un fitto calendario di presentazione dei risultati é infatti giá in allestimento e verrá presentato nelle prossime settimane, a partire da Maker Faire, il calendario a Roma dal 12 al 14 Ottobre 2018.

SULLA FOOD INNOVATION GLOBAL MISSION

La Food Innovation Global Mission, patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, partita da Bologna il 12 maggio vede coinvolta la delegazione del “Food Innovation Program”, Master internazionale di secondo livello sulla Food Innovation organizzato dall’Università degli Studi di Modena e Reggio-Emilia, Future Food Institute e Institute For the Future di Palo Alto (California).

La delegazione ha incontrato aziende, startup, makers, scienziati, climate leaders, stampa, influencer, food heroes, rappresentanti istituzionali; ha visitato, tra l’altro, Fablab, Università, centri di ricerca, cluster scientifici e tecnologici, per promuovere un approccio più sostenibile e consapevole all’alimentazione, sviluppare nuove tecnologie e innovazioni nel settore alimentare, rafforzare il collegamento tra mondo della formazione, mondo della ricerca/innovazione, mondo makers e mondo delle imprese, formare giovani talenti che possano diventare “future food leaders”.

In ogni tappa il gruppo ha avuto l’occasione di incontrare il mondo della ricerca attraverso la partnership con prestigiose università internazionali, ma anche la comunità di aziende e foodies rappresentativi del Made in Italy nel mondo grazie anche alla collaborazione con “I Love Italian Food”, la più grande community internazionale dedicata al cibo 100% italiano.

La Global Mission ha visto inoltre lo svolgersi di un importante lavoro diplomatico ed istituzionale con 12 agende istituzionali realizzate nel corso della missione, che hanno permesso di incontrare, anche grazie al prezioso lavoro della Farnesina, le Ambasciate d’Italia nei Paesi visitati, le Nazioni Unite, i Governi, la rete camerale e le istituzioni pubbliche presenti in loco.

L’intera missione è stata animata dalla campagna “Future Food 4 Climate Change”, che ha visto protagonisti centinaia di advocates e influencer in tutto il mondo, coinvolti anche con l’aiuto del Youth Climate Leaders Network, il più importante “Climate Co-Lab” di giovani del mondo. Testimonial della campagna #FF4CC, l’attivista e noto imprenditore americano Marc Buckley, fondatore di una delle più famose industrie di healthy beverage completamente sostenibili, sita in Germania, e coordinatore del Climate Reality Project di Al Gore per Austria e Germania. La campagna è supportata dal Climate Reality Project Europe.

IL TOUR
Il tour ha toccato alcune delle più importanti capitali mondiali, eccellenze globali dell’innovazione legata alla filiera dell’agroalimentare. Una vera e propria missione tra Fab Lab, acceleratori ed incubatori d’impresa, istituzioni, centri di ricerca e mercati, alla scoperta dei “local food heroes”, sperimentando “food rituals” e studiando le grandi “icone” del food mondiale che caratterizzano le diverse culture e le identità delle città visitate.

Il calendario:
12/05 – 18/05 Wageningen, Maastricht e Amsterdam (Olanda)
19/05 – 24/05 Valencia, Madrid (Spagna)
19/05 – 24/05 Berlino (Germania)
26/05 – 31/05 New York (USA)
26/05 – 31/05 Toronto (Canada)
31/05 – 12/06 San Francisco (USA)
13/06 – 21/06 Hong Kong (Hong Kong)
13/06 – 21/06 Tokyo (Giappone)
22/06 – 01/07 Shanghai (Cina)
02/07 – 09/07 Mumbai (India)
02/07 – 09/07 Bangkok (Thailandia)

La delegazione:
1. Alejandra Ramirez Troncoso (Colombia): Designer,
2. Amr Ahmed Ahmed Elshahawey (Egypt): Social media influencer, celebrity chef
3. Ashleigh Jade Forster (South Africa): Food Scientist
4. Auriane Borremans (Belgium) Hotel and Tourism management and Culinary Leadership Innovation expert
5. Anusha Murthy (India): Engineer food expert
6. Bernadette Nikole Maligalig (Philippines): Food Scientist
7. Diana Moreno (Colombia): Designer
8. Christopher Howard Paige (USA): Food Lawyer
9. Elizabeth Yorke (India): Culinary Artist
10. Farah Al-nahhas (Jordan): Culinary Artist
11. Julia Dalmadi (Hungary): Food Entrepreneur
12. Kerong Wang (China): Biotechnologist with specialization in Toxicology
13. Ladeji Abimbola (Nigeria): Psychologist and Entrepreneur
14. Lise Van Wijk (South Africa): Food Scientist
15. Murray Elphick (South Africa): Food Scientist
16. Zachary Porges (USA): Food International Entrepreneur

Team Leaders:
Sara Roversi (Italy): Founder of Future Food Institute – Head of the Food Innovation Global Mission
Matteo Vignoli (Italy): Food Innovation Program Director – Ricercatore di Unimore e Trustee del Future Food Institute
Claudia Laricchia (Italy): Future Food Institute – Head of Institutional Relations & Global Strategic Partnerships
Chiara Cecchini (Italy-USA): co-founder Future Food US – program manager
Beatriz Jacoste Lozano (Spain): gastro diplomat – FIGM team leader
Simona Grande (Italy): Food Makers Expert – Social Innovator – FIGM team leader e media coordinator

I PARTNERS
A supporto del Programma e della Food Innovation Global Mission, grandi aziende del settore agroalimentare tra produzione, packaging, food safety e ristorazione collettiva tra cui Barilla s.p.a., e le giá citate Tetra Pak e CAMST – La Ristorazione Italiana Soc. Coop. a r.l.
Partner tecnici sono: Arte Facta, 24 bottles, Ecoalf.

Corporate partner del Food Innovation Program sono anche le aziende CIR, Gruppo Martinez, Amadori, You Can Group e Cantine Riunite.
Institutional e Knowledge partner della Food Innovation Global Mission sono:

UNIDO ITPO Italy (Agenzia delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale dei Paesi in Via di Sviluppo); Ministero degli Affari Esteri del Governo Italiano; Regione Emilia-Romagna, Climate Reality Project Europe; GFAR (Global Forum on Agricultural Research and Innovation fondato da FAO e Unione Europea); DISBA CNR, Dipartimento di Scienze Bio-agroalimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche; Federalimentare; Camera di Commercio Italiana ad Hong Kong; Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien); Google Food, Philip Kotler Marketing Forum; Youth Climate Leaders Network; FoodInnopolis e la Thailand Management Association (Bangkok, Thailand); Walk for Water, Organizzazione non governativa con sede in India; We don’t have time; Food Inspiration Magazine (Netherland); Intesa San Paolo; l’Associazione I Love Italian Food; Comune di Reggio Emilia, Reggio Emilia Innovazione (REI), Fondazione Manodori; PAUSE – Reggio Children; THIMUS, Maker Faire Rome e Make Foundation, VRD, Epoca, Legacoop Emilia Ovest, Confindustria Emilia Romagna, Fondazione E35, Food Tank, Food Tech Connect, Vazapp, AGI (Official Media Partner).

Il Food Innovation Program promosso da Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (Unimore), Future Food Institute di Bologna (FFI), e Institute for the Future di Palo Alto (IFTF) è un Master di secondo livello unico al mondo che forma i talenti alle pratiche globali di innovazione nella filiera agroalimentare, abilitando reti internazionali di supporto e capacità di creare nuove imprese e di strutturare processi di innovazione in imprese esistenti.

Il programma che è giunto ora alla sua terza edizione e coinvolge young professionals e ricercatori provenienti da tutto il mondo e differenti discipline, prevede un periodo di studio preparatorio in Italia che si svolge tra Reggio Emilia e Bologna ed una Missione di 60 giorni dove i ragazzi sono chiamati a esaminare alcuni tra i più rilevanti Food Innovation Hub al mondo.

Uno studio che alimenterà la già ricchissima mappatura di startup, ricerca scientifiche e progetti innovativi e soprattutto metterà in connessione diretta l’ecosistema della Food innovation con le Imprese.

Amsterdam e Wageningen, Valencia, Berlino, Toronto, New York, Silicon Valley & Napa Valley, Tokyo, Shanghai, Hong Kong, Mumbai e Bangkok.

Questi talenti, studenti provenienti da diverse formazioni accademiche, verranno affiancati da docenti provenienti dai più importanti atenei internazionali, per esplorare e identificare le tecnologie critiche per l’agricoltura, la distribuzione del cibo, il retail e il consumo, così come la diffusione e lo sviluppo di innovazioni radicali nell’industria del food attraverso un approccio globale che consideri l’intera filiera agroalimentare, in linea con la “Seed of Disruption Forecast Map” sviluppata da IFTF.

Future Food Institute

Fondato nel 2014 a Bologna è oggi un intero ecosistema che fa della food innovation uno strumento chiave per affrontare le grandi sfide del futuro, parlando al mondo, ma valorizzando il territorio partendo dalla Italia.

Un ecosistema composto da un’anima education: il Future Food Institute, Trust no-profit che grazie alle preziose partnership globali, ha dato vita al master internazionale Food Innovation Program giunto alla sua terza edizione, la Food Innovation Global Mission, Summer School, una Young Talent Academy, laboratori per scuole primarie e percorsi per Executive.

Una vera e propria piattaforma di positiva contaminazione e costante ispirazione che ha dato vita nel 2015 a Future Food Accelerator, startup innovativa nata per affiancare le imprese del settore agroalimentare e le istituzioni in percorsi di open innovation e alimentare la community dei giovani imprenditori o scienziati con idee “disruptive”.

Un gruppo di imprese e luoghi dell’innovazione che oggi comprende:

Future Farm (Ravenna), una vera e propria , azienda agricola di 70 ettari che diventa un playground per startup AgTech;
Future Food Urban Coolab (Bologna), spazio di nutrimento per il corpo e per la mente, nato per accogliere tutti i giorni centinaia di studenti e progettato con gli studenti, laboratorio permanente e operativo sulla FOOD INNOVATION nel cuore della città Bologna, capace di offrire un cibo della tradizione, cibo sano, e un servizio alla comunità, stimolando il pensiero critico e la partecipazione di tutti
Officucina (Reggio Emilia) Laboratori e sede del Master Food Innovation Program;
Future Food USA (San Francisco) sede americana del gruppo.

Bangkok & Mumbai, 17 luglio 2018

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