“Raccolti ortofrutticoli, ma anche piante, perse a causa dell’ondata di freddo siberiano sul nostro Paese. Ora si cominciano a contare i danni; la prima conseguenza tangibile del maltempo sarà la minore presenza di mimose, almeno di quelle italiane ed in particolare liguri. Il gelo ha distrutto gli splendidi fiori sugli alberi”. Lo sottolinea Confagricoltura che, con una task force, sta monitorando la situazione nelle varie regioni.

“Si sono persi i raccolti in campo di verdure, ma anche gemme delle piante da frutto, con la conseguenza di meno prodotti estivi – osserva Confagricoltura -. Difficoltà anche per gli impianti di produzioni; danni strutturali, anche per il vento forte, alle serre a tunnel e, per il gelo, alle condutture idriche per le stalle. Costi in aumento per il riscaldamento delle serre”.

“Insomma – rileva Confagricoltura – Burian ha lasciato danni considerevoli all’agricoltura, che dovranno essere ora stimati con puntualità ma che si possono, orientativamente, indicare in alcune centinaia di milioni di euro”.

“Si ripropone, come altre volte, il nodo degli aumenti al dettaglio, non sempre  giustificati – denuncia Confagricoltura -. Ad aggravare la situazione  i problemi dei trasporti, con le difficoltà di transito e di ritiro del prodotto nelle zone produttive. Le primizie (come fragole, asparagi, pisellini e fave) già cominciano ad apparire sui banchi con prezzi elevati, che potrebbero impennarsi del 20-30% nei prossimi giorni ed anche per le orticole di stagione si teme un rialzo del 15-20%”.

 

Confagricoltura: Rapporto sulla situazione nelle varie regioni

LIGURIA

Confagricoltura Liguria ha chiesto lo stato di calamità naturale. I danni più gravi vanno  imputati alle basse temperature ed al forte vento ed hanno riguardato per produzioni floricole ed orticole. Compromessi limoni e aranci e, un po’ ovunque nella regione, ci sono state condutture per l’irrigazione delle serre fortemente danneggiate dal gelo.  Nell’entroterra molti aziende ed agriturismi hanno segnalato la perdita totale degli orti e ingenti danni agli alberi, con temperature, a Rialto di -10 C° e una media a -5 C° che ha danneggiato un po’ tutto. Problemi anche in zootecnia e per gli animali in genere. Nella riviera di Ponente i maggiori danni si sono riscontrati in pieno campo e si stima sia stata persa tutta la ginestra e la mimosa in fiore. Il risultato è che avremo meno mimose per la festa dell’8 marzo; perso almeno il 30% della produzione floricola in pieno campo di ranuncoli e anemoni. Nella piana di Albenga, danni ingenti strutturali, per il forte vento, nelle serre a tunnel; le temperature – che hanno toccato i -4/-5 C° – hanno creato stress alle piante aromatiche a foglia tenera (maggiorana, salvia, menta). Nello spezzino preoccupano le conseguenze del gelo sulle giovani barbatelle in viticoltura.

LOMBARDIA, PIEMONTE, FRIULI V. G., VENETO ED EMILIA ROMAGNA

Non si evidenziano particolari danni. In ogni caso, sia per la neve, sia per il ghiaccio, sono comunque segnalati forti disagi nella movimentazione dei mezzi. Le temperature   – che, in alcuni casi, in collina, hanno raggiunto -10/-12 C° –  possono aver creato danni alla drupacce che potrebbero aver risvegliato le gemme. Si temono ricadute, soprattutto per kiwi, albicocco, pesco e ciliegio, che resistono meno a basse temperature. Nelle coltivazioni orticole in pieno campo si riscontrano alcuni danni da gelo nelle zone costiere. Disagi diffusi negli allevamenti, a causa del servizio idrico con gelate alle condutture che portano acqua agli abbeveratoi; per la raccolta del latte nei comuni più isolati. Per quanto riguarda le serre, gli impianti di riscaldamento, costantemente accesi per evitare che gelino le tubature e, soprattutto, per riscaldare le colture – con il  gasolio a costi elevati – è un ulteriore problema per il settore.

TOSCANA

In tutto il Centro Italia ed in particolare in Toscana, le gelate hanno compromesso, in molti areali, le piante di ulivo; un danno incalcolabile per gli impianti produttivi. Danni, in Toscana anche alle piante frutticole (di pesche, albicocche e susine). Ad oggi, per le colture in campo (in particolare carciofi e finocchi) i problemi maggiori si sono riscontrati nelle campagne delle provincie di Grosseto e Livorno e nella zona costiera.

MARCHE E ABRUZZO

A forte rischio le orticole (i raccolti di finocchi, cavolfiori, radicchi, scarola, verza, carciofi) ma anche i frutteti, come nel caso degli albicocchi.

LAZIO

Danni ingenti per gli alberi in fiore (pesche, susine, ciliegie)  ed in particolare per l’actinidia (ridotto almeno il 20% di raccolto di kiwi); ci sono preoccupazioni per olivo, vite e nocciolo. Persi i raccolti in campo di orticole prossime alla raccolta (broccolo romanesco, carciofi, fave, finocchio, lattuga), sia per gli alberi già in fiore (pesche, susine, ciliegie). Criticità rilevanti anche per il settore zootecnico. Tra le zone più colpite le province di Viterbo e Latina, così come gli areali dei Castelli Romani, del  Velletrano, e del litorale (Ostia, Maccarese). Nelle zone di Tarquinia – in cui ci sono stati evidenti danni alle orticole (finocchi, broccoli, spinaci) – il comune ha chiesto alla regione la calamità naturale.

CAMPANIA

Segnalazioni di danni a tunnel, ombraie e strutture antigrandine a nord di Napoli. Negli areali di Acerra e Cardito (Napoli) e della piana del Sele (Salerno) c’è forte preoccupazione per gli ortaggi in pieno campo a rischio gelata (carciofi, finocchi, fragole, lattuga), così come per le fioriture anticipate dei frutteti. In Penisola Sorrentina rischiano il crollo i pergolati dei limoneti ed è a rischio la produzione 2019 per l’ imminente fioritura di marzo. Costi alti per il gasolio per riscaldamento serre, soprattutto per le colture floricole della costa napoletana. Forti timori nell’agro Nolano, per quanto riguarda nocciolo e albicocco –  dai 350 metri s.l.m a scendere –  con le piante che erano in piena ripresa vegetativa da un mese. Inoltre si rilevano mancate partenze dei camion per il ritiro e le consegne, cosa importante soprattutto per i prodotti freschi, già pronti e imbustati.

BASILICATA

Il gelo ha compromesso gran parte delle produzioni frutticole (ad esempio fichi e albicocche) e di quelle orticole (tra cui le fragole) anche sotto serra di Metapontino e Vulture. Danni anche ai cereali nel Potentino. L’allarme si estende anche alla zootecnia delle aree interne della Basilicata dove le temperature sono andate ben al di sotto della media stagionale, con un rilevante aumento dei costi.

PUGLIA

Il brusco arrivo del freddo ha prodotto danni importanti sugli impianti arborei, soprattutto mandorli e ciliegi. Anche sulle orticole ci sono stati problemi notevoli, con particolare riferimento a finocchi, carciofi cavoli, verze, cicorie e broccoli. Ancora da valutare i danni sugli oliveti.

SARDEGNA

In Sardegna i danni sono imputabili, oltre che al gelo, alla grandine ed hanno interessato le colture orticole come carciofi, finocchi, sedano, cavolo e fave ma anche alberi frutticoli (peschi in fiore).

Milano, 2 Marzo 2018