Intesa Sanpaolo e Monitor Deloitte per la valorizzazione del settore agroalimentare

Intesa Sanpaolo e Monitor Deloitte per la valorizzazione del settore agroalimentare

Filiere e internazionalizzazione al centro degli incontri

• Nel 2020 il sistema agro-alimentare italiano ha generato un valore aggiunto di circa 64 miliardi di euro e ha occupato oltre 1,4 milioni di persone

• Le prossime sfide dell’agro-alimentare italiano: digitale, sostenibilità, biologico ed efficienza delle filiere

• Filiera frumento duro: oltre 200 mila aziende agricole, 110 pastifici industriali, oltre 3,5 milioni di tonnellate di produzione e 2 miliardi di euro di export

• Filiera vitivinicola: oltre 300 mila aziende viticole, 47 milioni di hl di produzione di vino e oltre 6 miliardi di euro il valore dell’export di vino

• Filiera lattiero-casearia: oltre 25 mila allevamenti, 4,2 milioni di tonnellate di produzione di latte e derivati, oltre 3,5 miliardi di euro il valore dell’export

• È partito anche lo Smart International Tour per promuovere la conoscenza dei mercati esteri e i servizi offerti alle imprese nei processi di internazionalizzazione

Il settore agroalimentare e le opportunità di sviluppo all’estero sono al centro del ciclo di webinar promosso dalla Direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Monitor Deloitte. Un supporto concreto agli imprenditori coinvolti che creerà un focus su tre delle principali filiere produttive: frumento duro, vitivinicola e lattiero casearia, tra le più importanti in Italia in termini di produzione e di esportazioni. Oggetto dei webinar saranno i mercati target quali Stati Uniti e Cina approfondendo le opportunità di internazionalizzazione che, insieme a temi chiave quali l’innovazione tecnologica e la sostenibilità, sono prerogative per uno sviluppo del business delle nostre aziende nel medio-lungo termine.

Monitor-Deloitte

È importante ricordare che il settore agroalimentare ricopre un ruolo di primo piano in Italia e nel mondo, con un’incidenza sull’economia nazionale cresciuta significativamente a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19. Da un’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo è emerso che nel 2020 il sistema agro-alimentare italiano ha generato un valore aggiunto di circa 64 miliardi di euro e ha occupato oltre 1,4 milioni di persone. Il valore dei prodotti agroalimentari nei mercati finali al consumo ha un’incidenza sul PIL pari all’11%, dato che oltre a considerare il valore aggiunto della filiera agro-alimentare, contiene anche i margini dei settori dei trasporti e della distribuzione (all’ingrosso e al dettaglio). Se considerassimo anche gli acquisti di servizi di ristorazione, si salirebbe addirittura al 13,5%. Con un totale di 875 Cibi e Vini certificati, l’Italia è prima in Europa per prodotti DOP, IGP e STG.

Il futuro nell’agro-alimentare italiano vede aprirsi interessanti sfide nell’ambito del digitale, sostenibilità, biologico ed efficienza delle filiere. Dall’indagine svolta da Intesa Sanpaolo presso la rete dei propri gestori emerge che il 12% delle imprese ha in programma investimenti in soluzioni digitali nel processo produttivo e l’11% dedicherà risorse all’e-commerce e al marketing digitale, mentre il 34% stanno ripensando le politiche di approvigionamento a favore di fornitori italiani. Per quanto riguarda la sostenibilità, l’agro-alimentare italiano ha fatto grandi progressi negli ultimi dieci anni: l’analisi dei dati Eurostat mostra una riduzione del 22% nelle emissioni di gas serra. Inoltre, le aziende che hanno investito nel biologico hanno realizzato un maggior incremento di Ebitda rispetto alle tradizionali.

Con riferimento alle filiere al centro dei webinar, analizzando nel dettaglio i dati della produzione, secondo l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) emerge che:

– la filiera del frumento duro raccoglie più di duecentomila aziende agricole e circa 110 pastifici industriali producendo oltre 3,5 milioni di tonnellate di paste alimentari e oltre 2 miliardi di euro di valore dell’export (riferito alla granella di frumento e pasta di semola)

– la filiera vitivinicola si compone di oltre trecentomila aziende, oltre 47,5 milioni di ettolitri di produzione di vino per più di 6 miliardi di euro di esportazioni

– la filiera lattiero casearia conta più di venticinquemila allevamenti, oltre 4,2 milioni di tonnellate di produzione di latte e derivati per più di 3,5 miliardi di euro di valore dell’export.

Nel mese di settembre sono stati proposti due incontri formativi su estero e internazionalizzazione propedeutici alle successive proposte con focus Paese. Nel mese di ottobre e novembre vengono proposti 6 webinar di approfondimento per le tre filiere nei due paesi focus (USA e Cina), con il coinvolgimento della Filiale Hub di New York e della Filiale di Shanghai. Ogni webinar sarà strutturato con una prima parte di presentazione del contesto di mercato per la specifica filiera oggetto di analisi, a cura di Monitor Deloitte in termini di domanda interna, contesto competitivo, strategie di ingresso e commerciali oltre a specifici casi su principali operazioni di aziende italiane sui mercati esteri. Seguirà grazie all’intervento degli specialisti di Intesa Sanpaolo la presentazione del contesto operativo nel paese di interesse e dei servizi messi a disposizione dalla Rete Estera per supportare le piccole e medie imprese.

Un progetto importante di una proposta complessiva sull’internazionalizzazione che in questi mesi ha interessato oltre 500 imprese con 23 webinar dello Smart International Tour, e il coinvolgimento di sette Filiali estere di Intesa Sanpaolo. Un percorso che si svilupperà anche nel 2022.

“La produzione italiana è sostenuta da marchi e brand prestigiosi che portano in sé valori culturali, sociali e ambientali riconosciuti in tutto il mondo con un crescente successo sui mercati internazionali. L’attenzione alle produzioni di qualità e la numerosità delle produzioni tipiche certificate DOP e IGP concorrono ad un posizionamento alto dell’Italia nella fascia “top di gamma”. – sottolinea Renzo Simonato, responsabile Direzione Agribusiness Intesa Sanpaolo. Tra le sfide per il futuro nell’agro-alimentare italiano, in primis digitale, sostenibilità, biologico ed efficienza delle filiere. Ed è proprio su questi temi e sull’internazionalizzazione che Intesa Sanpaolo vuole affiancare le aziende del settore per accompagnarle nella transizione anche culturale che vede la banca svolgere un ruolo di formatore, oltre al sostegno finanziario per gli investimenti dedicati a crescita e rilancio.”

“L’agroalimentare si conferma il settore di punta dell’Italia nel mondo ed è cresciuto significativamente anche durante la crisi Covid-19 (+23,1% giugno 2021). Secondo le stime della Coldiretti, questo sviluppo si traduce in una proiezione in valore su base annuale di 50 Mld€ nel 2021. Tuttavia, per mantenere questi livelli di crescita ed ambizione – come per gli altri settori anche l’agroalimentare deve evolvere verso paradigmi di business più sostenibili ed innovativi. Su questo fronte, i fondi nazionali del PNRR e tra questi quelli per l’internazionalizzazione rappresentano un’opportunità determinante per proiettare il settore nel futuro. L’apertura ai mercati internazionali è nei fatti una delle principali leve di crescita e di de-risking aziendale, come dimostrato anche dalla performance degli operatori durante l’emergenza. – sottolinea Manuel Pincetti, Senior Partner Monitor Deloitte responsabile per i servizi di Strategic Transformation & Growth di Deloitte Italia. – Come Monitor Deloitte siamo al fianco della Divisione per promuovere iniziative che aiutino le aziende italiane a crescere e, come per lo Smart International Tour, abbiamo accettato con entusiasmo di collaborare con la Direzione Sales & Marketing Imprese e la Direzione Agribusiness per supportare i Clienti nel valutare la potenzialità dei mercati esteri e cogliere a pieno le opportunità oltre i confini nazionali.”

Milano, 13 ottobre 2021

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