Gli agricoltori Marlene, custodi del territorio
I coltivatori della mela Figlia delle Alpi raccontano le giornate trascorse fra la cura dei frutteti, la soddisfazione del lavoro e la conservazione del loro territorio, l’Alto Adige Südtirol. Nell’anno del 25° anniversario, Marlene ® mette al centro della propria comunicazione le persone che stanno dietro la produzione delle mele
Gli agricoltori Marlene ® hanno volti e storie diverse, eppure sono tutti accomunati da una missione: difendere attraverso il loro lavoro il territorio in cui vivono, per consegnarlo integro a figli e nipoti, che potranno portare avanti questo importante compito. Un legame che li porta a custodire i terreni e impegnarsi a favorire la biodiversità con un’attenzione costante in ogni fase dell’anno: dalla cura dei suoli, alla delicata fase della fioritura, fino alla raccolta e alla conservazione delle mele. Essere un agricoltore Marlene ® è fare impresa e al contempo svegliarsi all’alba per andare nei campi in prima persona: un lavoro intenso e impegnativo, che viene ripagato dal vedere le mele Marlene ® apprezzate sulle tavole di tutto il mondo.
PROTEGGERE DAL GELO. “Ogni anno per me è meraviglioso accompagnare la mela dal ‘letargo’ invernale fino alla nascita dei frutti” racconta Martin Pircher. “Sin da quando l’albero perde le foglie e procediamo con la potatura invernale, che dura circa fino a fine febbraio, a quando la natura si risveglia e il lavoro ricomincia da capo.” Le attività di prevenzione per le piante cominciano molto presto al mattino: si tratta di una fase importantissima, perché attraverso la protezione dei meleti passa il risultato di un raccolto sano e abbondante. Uno dei problemi che può verificarsi nel periodo di fioritura sono le gelate notturne: “Per fortuna in Alto Adige-Südtirol dalla fine degli anni Cinquanta si ricorre all’irrigazione antigelo a pioggia” continua Pircher. “Se la temperatura di notte scende sotto zero suona l’allarme gelata. Mi sveglio all’istante, balzo fuori dal letto e vado al meleto ad attivare l’impianto di irrigazione a pioggia. In questo modo, le gemme vengono ricoperte da un sottile strato di ghiaccio protettivo e il calore sprigionato dall’acqua che gela le protegge dalle basse temperature, preservando il raccolto e assicurando i nostri guadagni.”
IL VIDEO UN AIUTO DALLE API. Ma non solo: la fioritura è uno dei momenti più fragili del ciclo di vita delle mele. Come ci spiega Ricky Huber Ortler “Quando l’albero fiorisce, indossa il suo abito migliore per attirare gli insetti impollinatori. In questo le api svolgono un ruolo fondamentale. Solo un’impollinazione completa garantisce mele ben proporzionate, altrimenti i frutti crescono storti o si sviluppano solo da un lato. Durante la fioritura collaboriamo da vicino con gli apicoltori, che trasportano gli alveari nei meleti. E pensate: la percentuale di fiori da fecondare per ottenere una quantità sufficiente di mele mature è solo dal tre all’otto percento! La natura è intelligente e generosa, perché sa che l’intero ciclo di maturazione – dal fiore al frutto – è un processo delicato e qualcosa può andare storto.”
FAVORIRE LA BIODIVERSITÀ. Gli agricoltori Marlene ® lavorano secondo il principio della frutticoltura integrata e biologica e fanno del loro meglio per mantenere l’equilibrio naturale dei meleti. Ogni giorno nel loro lavoro si impegnano a non sprecare risorse, promuovere la biodiversità e trattare con cura il terreno e le piante. Lo fanno per il futuro di chi verrà dopo di loro. Come sostiene Christian Raffeiner “I miei terreni sono il bene per me più prezioso: lavorare in maniera sostenibile è sempre più importante, me ne rendo conto ogni giorno. Per questo abbiamo introdotto una serie di soluzioni: installato un impianto fotovoltaico in azienda, costruito una casa per gli insetti nel giardino e posizionato casette per gli uccelli nei meleti. Lungo i fossi lascio crescere dei fiori e in alcune zone taglio l’erba soltanto una o due volte all’anno, per permettere alle piante selvatiche di sviluppare i semi e dare agli insetti un luogo di rifugio. La natura è tutto, lo sappiamo bene, perciò dobbiamo e vogliamo proteggerla.”
UNA MELA PER OGNI GUSTO. Ma non solo. Come riferisce Sonja Matzneller “Noi agricoltori Marlene ® ci impegniamo ogni giorno per coltivare diverse varietà di mele, assicurando la diversificazione dei meleti dell’Alto Adige e al contempo deliziando il palato di tutti con la mela giusta, che sia dolce, acidula, croccante o particolarmente succosa.” Un gusto che si ritrova nei meleti degli agricoltori che abbiamo interpellato, dove vengono coltivate tante varietà Marlene®, come Royal Gala, Red Delicious, Golden Delicious, Granny Smith, Braeburn e Fuji.
UN LAVORO DI SQUADRA. La diversificazione delle mele ha anche un altro vantaggio, dal momento che il periodo ideale per la raccolta è soltanto di due o tre settimane al massimo per ogni varietà, quindi molto intenso. Poiché le diverse varietà maturano da metà agosto a metà novembre, coltivare mele diverse evita che la raccolta si concentri tutta nello stesso periodo. E poi, come ci ricorda Ernst Hofer “La cosa più importante sono le persone, perché le mele Marlene ® sono raccolte a mano una a una”. Quando è il momento, tutti danno una mano: familiari, parenti, amici, oltre ai lavoratori del raccolto.
L’INNOVAZIONE, DA SECOLI. L’organizzazione e la logistica sono fondamentali e permettono di tenere sempre sotto controllo il buon andamento delle attività. Ma anche l’innovazione contribuisce al benessere delle persone e dell’azienda. “Gli agricoltori altoatesini si sono ingegnati con l’introduzione di tecniche per facilitare la raccolta, il trasporto e soprattutto la conservazione delle mele, e ora tutti possono gustarle non solo fino a Natale, ma tutto l’anno”, come ricorda Stefan Klotzner. La sua famiglia gestisce lo stesso maso da 13 generazioni nel microclima perfetto per le mele dell’Alto Adige – Südtirol, dove i terreni fertili, l’aria fresca notturna e tanto sole di giorno assicurano la colorazione intensa dei frutti. Un impegno che garantisce tanto la disponibilità delle mele Marlene ® quanto la continuità del lavoro e quindi la stabilità delle aziende agricole. Sia oggi, sia per i futuri custodi dei meleti dell’Alto Adige.
Terlano, 28 giugno 2021
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