Gasolio Agricolo: CONFAI chiede chiarezza – No a condanne preventive, bene i controlli
Il tono della proposta alla Commissione Agricoltura, avanzata nei giorni scorsi dall’on. Filippo Gallinella e pubblicata su alcuni media, di indagare cioè sulle procedure per l’assegnazione del gasolio agevolato, merita qualche precisazione, soprattutto al fine di evitare l’accostamento brutale ed errato fra contoterzismo e possibili abusi.
Così afferma Confai Mantova, che ha chiesto un incontro con il senatore mantovano Luigi Gaetti del M5S.
“Proprio gli agromeccanici sono gli unici, fra i soggetti beneficiari, a dover documentare l’impiego del gasolio con scheda cliente e copia della fattura emessa, mentre gli agricoltori giustificano l’uso del carburante semplicemente per il fatto di esistere – spiega Marco Speziali, presidente di Confai Mantova -. Guardando le statistiche, i milioni ettari lavorati e fatturati dai contoterzisti, su cui pagano le tasse a reddito d’impresa, possono portare a sospettare che qualche agricoltore disonesto dichiari di avere usato tutto il carburante assegnato, anche se in realtà il lavoro lo ha svolto il contoterzista”.
“Con un carico fiscale e previdenziale che supera il 60%, senza considerare l’Iva – prosegue Sandro Cappellini, direttore di Confai Mantova – il contoterzista è di gran lunga l’imprenditore più tassato della filiera agricola e parliamo di un soggetto che, a dispetto del fatto di essere diventato il principale portatore di tecnologia e innovazione nel settore primario, non ne viene riconosciuto come parte integrante”.
Ben vengano quindi controlli più accurati e puntuali, che possano colpire e punire chi acquista gasolio agricolo per destinarlo ad impieghi illeciti, ma non è accettabile che si facciano accostamenti che non trovano riscontro nella realtà.
“Troviamo ogni giorno difficoltà, in diverse Regioni, a vedere assegnato il gasolio a chi ne ha diritto – sostiene Confai – proprio in quei contesti in cui più ci si nasconde dietro ad un malinteso concetto di aiuto indiscriminato alle aziende agricole, che favorisce ogni genere di abuso. Gli agricoltori veri non sono quelli che si limitano a dichiarare di possedere tutte le macchine necessarie, ma quelli che il diritto comunitario e la legislazione nazionale riconoscono come tali”.
Le imprese agromeccaniche, parte integrante dell’agricoltura italiana, chiedono alla Commissione Agricoltura di essere ascoltate, in quanto portatrici di innovazione, tecnologia, rispetto dell’ambiente, risparmio di energia, tracciabilità e trasparenza.
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