E' realtà la filiera Co2 zero il calcolo di carbon neutral

E’ realtà la filiera Co2 zero il calcolo di carbon neutral

Il gruppo caseario Brazzale è il primo a raggiungere il traguardo della neutralità di carbonio e la specialità del suo modello sta nell’avere conseguito questa neutralità

 

“Annunciamo lo straordinario risultato del raggiungimento della neutralità di carbonio per tutte le attività del nostro gruppo. Qualunque sarà la risposta definitiva della scienza in ordine al cambiamento climatico ed alle sue cause, il nostro risultato è comunque un successo poiché la riduzione delle emissioni di gas serra è invocata da tutti gli scienziati, in quanto il vertiginoso aumento delle emissioni di GHG in atto nel pianeta rappresenta un fatto fortemente negativo per l’ambiente”, spiega Roberto Brazzale, presidente del Gruppo.

 

Il gruppo caseario Brazzale è il primo a raggiungere il traguardo della neutralità di carbonio e la specialità del suo modello sta nell’avere conseguito questa neutralità assieme ad una crescita di produzione e produttività di quasi tre volte. L’adozione di pratiche innovative in regioni climaticamente vocate permette, infatti, di sviluppare processi produttivi innovativi che evitano pericolose derive verso rimedi che deprimono la crescita. La necessità di regolare l’approvvigionamento alimentare per nutrire gli odierni 7,5 miliardi di esseri umani sul pianeta, che si prevede superino i nove miliardi entro il 2050, non consente di avvicinarsi a questi temi senza forte senso della realtà e idee chiare.

“A fronte della crescente preoccupazione dell’opinione pubblica di tutto il mondo, non vengono suggeriti concreti e praticabili rimedi, ma solo interventi destinati ad impattare negativamente sulla crescita”, spiega ancora Brazzale, “per questo il nostro annuncio è una “lieta novella” di grande conforto per il cittadino/consumatore: non solo si può abbattere la CO2, ma lo si può fare aumentando la produzione. I sistemi produttivi innovativi che rendono possibile tale conquista offrono, oltretutto, formidabili miglioramenti in termini di benessere animale, biodiversità, risparmio di risorse naturali ed economiche, qualità e salubrità dei prodotti”. Senza un’azione di profonda innovazione, cui l’azienda ha sottoposto i propri processi produttivi e la loro allocazione nelle aree climaticamente più adatte, tale risultato sarebbe impensabile.

La “Neutralità di carbonio” è il coronamento della ventennale “rivoluzione verde” iniziata dal gruppo Brazzale nel 2000: una radicale innovazione nei processi produttivi che ha portato alla creazione di filiere ecosostenibili, che si bassano sul principio di “fare le cose dove riescono meglio”. In Republica Ceca è stata creata la “Filiera Ecosostenibile Gran Moravia”, un sistema di oltre 80 fattorie su 90.000 ha. per la produzione di latte e formaggi di alta qualità. In Brasile, è stato sviluppato il rivoluzionario sistema di produzione di carne su pascolo riforestato “Ouro Branco Silvipastoril”.

In particolare, in merito all’azione di sequestro della CO2, oltre ai costanti investimenti impiantistici in riduzione delle emissioni, nel gruppo il modello Silvipastoril gioca un ruolo decisivo con la riforestazione dei pascoli. La cattura del carbonio viene infatti realizzata attraverso il più naturale dei processi, quello della fotosintesi, ad opera di macchine meravigliose quali sono gli alberi ed i vegetali in generale.

La soluzione “Silvipastoril”: i pascoli diventano un polmone verde

Adottato nella azienda del gruppo “Agropecuaria Ouro Branco” nel Mato Grosso do Sul, in Brasile, il sistema Silvipastoril prevede la riforestazione dei pascoli e la loro trasformazione in giganteschi polmoni che catturano nel legno la Co2, grazie a 1,5 milioni di alberi di eucaliptus, a regime pari a circa 300 per capo, piantati in filari, che realizzano foreste miste a radure. La Co2 non è un veleno ma è un vero e proprio alimento per gli alberi, di cui si cibano trasformando questo in ossigeno e massa vegetale e legnosa, evitando la dispersione del carbonio nell’atmosfera. Ma non solo.

La riforestazione delle aree a pascolo permette il conseguimento di ulteriori straordinari traguardi:

• Incremento del benessere animale, perché si ricrea la condizione naturale di bosco misto a radura
• Aumento formidabile della biodiversità
• Incremento della produzione di foraggio e di carne bovina per unità di superficie
• Eliminazione delle concimazioni
• Riduzione il fabbisogno di superfici: a parità di produzioni consente di lasciare a foresta selvatica superfici maggiori

Nel dettaglio, ecco le emissioni dei nove stabilimenti del Gruppo (anno 2018):

Emissioni totali: 45.431 ton Co2 eq/anno
a. 14.139 di tipo biogenico
b. 31.292 di tipo fossile

Assorbimenti totali: 54.110 ton Co2 eq/anno di origine biogenica

Il gruppo Brazzale, dunque, riesce ad essere addirittura “carbon positivo”, in quanto vanta una “cattura” di CO2 superiore per oltre 8.600 ton Co2 eq/anno a quanto emesso. L’inventario Ghg (gas ad effetto serra, tra cui la Co2 ) è stato verificato da Dnv Gl. La “rivoluzione verde” di Brazzale ha portato a prodotti più buoni e ad impatto virtuoso

La scelta del consumatore allo scaffale è decisiva per orientare l’industria alimentare verso modelli virtuosi e l’acquisto dei prodotti Brazzale, Gran Moravia, Burro delle Alpi, Zogi, Alpilatte o Burro Superiore Fratelli Brazzale contribuisce a favorire un modello agricolo e zootecnico sostenibile, come indica il certificato dal logo Carbon Zero che si trova su tutte le confezioni. In ordine al tema delle emissioni di CO2 e gas ad effetto serra, dal 2000 al 2018 queste realizzazioni e la filosofia produttiva del Gruppo hanno consentito di raggiungere un traguardo eccezionale: eliminare l’equivalente di 54.110 tonnellate di Co2 eq/anno di origine biogenica dal nostro pianeta pur aumentando di circa il 200% la produzione.

Brazzale nel mondo. La famiglia Brazzale è nel mondo del latte da prima della fine del 700, e rappresenta la più antica azienda italiana del settore, in attività ininterrotta da almeno otto generazioni. Ed è presente con i suoi stabilimenti in tre continenti e quattro Paesi del mondo.

• Brazzale SpA, Zanè, Italia: stabilimento produttivo con produzione di burro, stagionatura e confezionamento formaggi
• Brazzale SpA, Monte di Malo, Italia: stabilimento produttivo con produzione di paste filate e pressate
• Brazzale SpA, Campodoro, Italia: allevamento di suini e impianto a Biogas
• Brazzale SpA, Cogollo del Cengio, Italia: stabilimento dedicato a magazzino formaggi
• Spaccio aziendale, Zanè, Italia: vendita di prodotti alimentari
• Brazzale Moravia, Litovel, Repubblica Ceca: stabilimento produttivo con produzione di Gran Moravia, formaggi freschi e burro con il latte della filiera Ecosostenibile
• Spacci aziendali, Repubblica Ceca: vendita di prodotti alimentari
• Brazzale SilviPastoril, Ouro Branco, Brasile: allevamento di bovini da carne con l’innovativo metodo ecosostenibile Silvi Pastoril
• Brazzale Quing Dao, China: stabilimento produttivo con produzione di formaggi freschi

Brazzale Spa. Attiva nel mondo del latte già dal 1784, Brazzale Spa è la più antica azienda familiare italiana del settore lattiero caseario, originaria dell’Altopiano di Asiago, in attività ininterrotta da ben otto generazioni. Oggi il Gruppo vanta sei insediamenti produttivi sparsi in tutto il mondo, in Italia, Repubblica Ceca, Brasile e Cina e impiega complessivamente oltre 730 dipendenti, per un fatturato complessivo, nel 2018, pari a circa 210 milioni di euro, di cui oltre un terzo esportato dall’Italia nel mondo. Opera sul mercato con i marchi: Burro delle Alpi, Burro Fratelli Brazzale, Zogi, Verena, Alpilatte, Brazzale, Silvipastoril e Gran Moravia. Dal 2003, a Litovel, in Moravia (Repubblica Ceca), produce il formaggio Gran Moravia, stagionato in Italia. A Zanè (Vi), dal 1898, il Gruppo ha la sede principale ed il burrificio Burro delle Alpi. A seguito della fusione con la famiglia Zaupa, a Monte di Malo (Vi) realizza provoloni, Provolone Valpadana Dop, paste filate e pressate, Asiago Dop.

Tutti i prodotti del caseificio di Litovel vengono prodotti con il latte della Filiera Ecosostenibile Brazzale, che nel 2011 ha ottenuto la certificazione di tracciabilità secondo le norme UNI EN ISO 22005:2008. Sempre in Repubblica Ceca, Brazzale ha realizzato la catena di negozi propri con insegna La Formaggeria Gran Moravia, che oggi conta 22 punti vendita, più di 150 commessi, per oltre 1.500.000 clienti all’anno, con oltre il 70% del venduto importato dall’Italia. Nel 2012 ha creato a Shanghai una propria unità commerciale e, nel novembre dell’anno successivo, ha aperto un punto vendita sempre a marchio La Formaggeria Gran Moravia. Nel 2014, a Pechino, Brazzale ha sviluppato un caseificio di formaggi freschi per il mercato locale. Nel 2018, in Italia, ha avviato un progetto di apertura di temporary store con il brand “A TUTTO BURRO”, che conta già due punti vendita al dettaglio, ad Asiago e Vicenza. Presente in oltre 56 paesi, il Gruppo Brazzale raccoglie direttamente dalla stalla circa 200.000.000 di Kg di latte, che lavora nei propri caseifici, in Italia e Repubblica Ceca. Da molti anni è impegnata nello sviluppo di innovative filiere agroalimentari, caratterizzate da efficienza produttiva e sostenibilità ambientale come “La Filiera Ecosostenibile Gran Moravia”, in Repubblica Ceca, e il “Pascolo Riforestato Silvipastoril”, in Brasile.

Milano – 2 ottobre 2019

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