Confai Mantova: festa per gli 80 anni e ricorso in tribunale per il riconoscimento degli imprenditori agromeccanici

Confai Mantova: festa per gli 80 anni e ricorso in tribunale per il riconoscimento degli imprenditori agromeccanici

CONFAI Mantova festeggia 80 anni all’insegna dell’Innovazione. A livello nazionale un ricorso in Tribunale per chiedere il riconoscimento dell’imprenditore aeromeccanica in Agricoltura

Confai Mantova, fondata nel 1936 con il nome di Consorzio Trebbiatori (primo presidente Temistocle Cappellini), ha festeggiato oggi i primi 80 anni dalla costituzione e annuncia un cambio di strategia a livello nazionale per raggiungere l’obiettivo del riconoscimento degli imprenditori agromeccanici nell’alveo dell’agricoltura.

L’agricoltura in questi 80 anni è cambiata profondamente e oggi vive nuove sfide, ha detto il presidente di Confai Mantova, Marco Speziali. Allo stesso tempo anche il contoterzismo è cambiato. “Possiamo fare i conti con una maggiore specializzazione – ha specificato Speziali, che insieme al direttore Sandro Cappellini e al consiglio direttivo è l’anima del sindacato – e con una gestione sempre più ampia dei diversi processi agricoli e nell’agroalimentare, grazie a una multifunzione che nelle nostre aziende è reale”.

ConfaiPer dare qualche numero, oggi in provincia di Mantova le circa 240 imprese di contoterzismo agricolo generano un fatturato che ha superato i 120 milioni di euro, offrendo i propri servizi alla maggioranza delle 8.200 aziende agricole professionali, al punto da gestire una superficie di 165.000 ettari.

E si tratta, ha rilevato Speziali, di un fenomeno con un trend positivo. “L’operatività del comparto agromeccanico denota tassi di crescita positivi, segno del fondamentale apporto che i servizi in conto terzi sono in grado di offrire, nell’ambito della moderna agricoltura professionale, mentre il numero delle imprese agricole è in costante diminuzione”.

Rimane tuttavia ancora l’incongruenza che inquadra l’imprenditore agromeccanico nel comparto artigiano.

“La non inclusione degli imprenditori agromeccanici nel comparto agricolo è una vicenda surreale – ha espresso l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, intervenendo all’assemblea -. In tutta Europa c’è la tendenza a utilizzare il contoterzismo per evitare di farsi carico di oneri di meccanizzazione che non sono più sostenibili dalle imprese agricole, eppure si sconta nei vostri confronti una chiusura che, mi auguro, possa terminare con la revisione di medio termine della Pac”.

“La Lombardia è stata la prima a credere a un passaggio pieno del contoterzismo in agricoltura – ha proseguito Fava – al punto che abbiamo realizzato l’Albo degli agromeccanici, al quale vi invito ad aderire; non tanto perché siamo gli unici in Italia ad averlo realizzato per certificare le vostre imprese, quanto perché, se dovesse avvenire l’auspicato ingresso in agricoltura, sono convinto che chi è iscritto all’Albo regionale partirà con evidenti vantaggi”.

Sono stati numerosi gli interventi delle istituzioni e dei rappresentanti del mondo economico e delle professioni, mentre gli auguri sono arrivati anche dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. “L’agroalimentare si dimostra non solo settore vivo, ma uno dei motori del rilancio dell’economia italiana – ha scritto il Ministro Martina -. In questa storia gli agromeccanici hanno svolto un ruolo centrale, affiancando le aziende agricole nel rinnovamento e nella strada della qualità e della sostenibilità”.

Sul fronte dell’inquadramento professionale, il ministro Martina ha reso noto che “ci sono alcuni ostacoli normativi di cui siamo consapevoli e sui quali è necessario un confronto parlamentare. Soprattutto per cogliere le nuove opportunità offerte dall’innovazione, perché dovete essere soprattutto voi i protagonisti dell’affermarsi dell’agricoltura di precisione in Italia. su questo siamo al lavoro per presentare nelle prossime settimane le linee guida che indirizzino la crescita del comparto. Non è la soluzione di tutti i problemi, ma è un grande passo in avanti verso un futuro da costruire insieme”.

La linea di Confai – che a livello nazionale ha avviato un percorso di riunificazione con i colleghi agromeccanici di Unima e che il prossimo 28 maggio affronterà un’assemblea comune a Sarteano (Siena) – è quella dell’azione legale. Lo ha fatto sapere, nel corso del suo intervento, il presidente nazionale Leonardo Bolis. “La politica non ci ascolta – ha esordito il numero uno della Confederazione degli Agromeccanici e Agricoltori Italiani – e lo ha dimostrato più volte, perché non è possibile rifiutare di adottare un provvedimento che è a costo zero per le casse dello Stato e che sarebbe solamente un atto di equità nei confronti di una categoria che vive un paradosso inspiegabile”.

La situazione infatti è questa, come ha spiegato Bolis. “L’attività agromeccanica è classificata come agricola, i miei dipendenti sono classificati in agricoltura – ha sintetizzato – mentre io come imprenditore sono classificato come artigiano. A questo punto, dal momento che non abbiamo avuto in 12 anni alcuna risposta, faremo ricorso in tribunale e sentiremo che cosa ci dicono nelle aule di giustizia”.

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