Come fare per capire se una brioche è di qualità oppure no
Il colore, il gusto, la consistenza, ma non solo: sono tanti i fattori da prendere in considerazione quando si cerca di capire se una brioche è buona o meno. Che si parli di brioche tradizionali o di loro versioni integrali (che si caratterizzano per un contenuto di fibre più elevato ma, al tempo stesso, possono determinare un apporto di calorie superiore), vale la pena di imparare a conoscere e a riconoscere ciò che compriamo al bar e nei locali pubblici.
L’alveolatura
Ogni dettaglio va verificato con attenzione: per esempio l’alveolatura. Secondo gli esperti, l’impasto deve essere contraddistinto da fori di medie dimensioni; nel caso in cui i buchi siano troppo grandi o – al contrario – troppo piccoli, è molto probabile che la brioche risulti poco digeribile. L’interno deve essere ben alveolato, dunque, mentre il fondo non dovrebbe risultare eccessivamente piatto. Un fondo piatto è sinonimo di una lievitazione che non è andata a buon fine o comunque di qualche errore a livello di preparazione. Sarebbe preferibile, poi, che lo spessore della sfogliatura non fosse eccessivo. Nel caso in cui la brioche venga capovolta e assuma la forma di una conca, si può intuire che non sarà digeribile, dal momento che l’impasto in cottura ha trattenuto in sé l’umidità.
Aliben e la fornitura di brioches per i bar
Tra i fornitori brioches per bar più apprezzati in Veneto c’è Aliben, che ha sede a Piove di Sacco ma dispone di una rete di vendita che raggiunge tutta la provincia di Padova, quella di Rovigo, quella di Treviso e quella di Venezia. L’azienda è specializzata nella distribuzione di prodotti per le pizzerie, per le pasticcerie, per i panifici e – appunto – per i bar, mettendo a disposizione sia prodotti finiti dolci e salati sia materie prime come farine e lieviti. Il suo assortimento include anche i prodotti surgelati, che vengono consegnati grazie a mezzi di trasporto che ne assicurano la perfetta conservazione.
Gli ingredienti di una brioche
Minore è il numero di ingredienti usati per preparare una brioche e meglio è. Per questo motivo è sempre utile leggere con attenzione le indicazioni riportate sulle etichette: così si può anche essere certi di evitare le brioches che presentano un contenuto eccessivo di conservanti. I miglioratori di origine animale, a loro volta, non sono indicatori di alta qualità: un esempio è quello fornito dalla proteasi, che consiste in un insieme di enzimi che si trovano negli estratti purificati dal pancreas dei maiali.
Il profumo e la consistenza
Quando le brioche hanno note profumate di farina di grano, di vaniglia o di burro caramellato, si può essere certi del fatto che la loro lavorazione è avvenuta secondo standard di qualità elevati. Non ci si deve preoccupare, invece, se ci si rende conto della presenza di una nota di acidità, che è il risultato della fermentazione: semplicemente essa fa presagire un prodotto ben digeribile, perché segnala che la lievitazione dell’impasto è avvenuta in modo appropriato. Per quanto riguarda la consistenza, poi, è difficile sbagliare: le brioches più invitanti sono quelle che risultano tanto croccanti fuori quanto soffici al loro interno. La lievitazione è avvenuta in maniera ottimale se, dopo aver stretto tra l’indice e il pollice la parte interna della brioche, si nota che la pasta non rimane schiacciata ma riprende la forma e la posizione di partenza.
Cosa sono i puntini neri dentro le brioches
A volte può capitare di imbattersi in brioches che all’interno dell’impasto presentano dei puntini neri. Nessun allarme: non si tratta di sporcizia o di chissà quali residui, ma solo dei semini delle bacche di vaniglia. Questo vuol dire che per preparare quelle brioches non è stata impiegata la vanillina, che viene prodotta in modo artificiale, ma sono state scelte – appunto – le bacche di vaniglia naturali. Sempre prestando attenzione alla parte interna della brioche, è bene sapere che se il suo colore è troppo giallo significa che è stato usato un numero di uova eccessivo: il prodotto, di conseguenza, sarà poco digeribile.
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