Cereali, il CAI contro lo sciopero della semina, proposta inaccettabile

Cereali, il CAI contro lo sciopero della semina, proposta inaccettabile

La proposta della CIA è inaccettabile e controproducente

“Che al grano italiano debba essere riconosciuto il giusto valore è sacrosanto, ma solo l’idea di bloccare le importazioni per 15-20 giorni o, addirittura, di ipotizzare lo sciopero della semina è inaccettabile e suicida. A pagarne le spese sarebbero gli imprenditori agricoli e agromeccanici, le cui lavorazioni, tra preparazione e semina vera e propria, sarebbero cancellate. È questo che vuole la Confederazione italiana agricoltori? Speriamo di no, sarebbe solo un gesto controproducente”.

thRM775WWWCosì il CAI, il Coordinamento degli Agromeccanici Italiani formato da Unima e Confai, boccia la protesta della Cia. “Stimiamo il presidente Dino Scanavino, ma non possiamo accettare le sue parole nemmeno come atto provocatorio – proseguono i vertici di CAI -. Le soluzioni da individuare sono altre, non certo il blocco dell’import. Viviamo nell’era della globalizzazione, è impossibile chiudere le frontiere e tornare al protezionismo. Anche perché, se questo ragionamento l’avessero fatto altri Paesi, magari nel momento in cui gli allevatori della Pianura padana erano alle prese con le aflatossine nel mais, cosa sarebbe successo?”.

Il rammarico di CAI è che molto spesso il mondo agricolo fatica a fare squadra al proprio interno. Anziché presentare progetti di filiera e coinvolgere le imprese di meccanizzazione agricola, insostituibili nel ruolo in campo, ognuno pensa al proprio orticello, mentre il mondo va avanti all’insegna dell’innovazione e della competitività.

Roma, 29 luglio 2016

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