Casa Carnera, ritorno alla brace e alla cucina essenziale
Nasce a Torino un nuovo ristorante dedicato alla cucina primordiale, quella della brace, interpretata dallo chef Yari Sità
La casa è quel posto dove ognuno di noi sta bene. Dove ci si sente a proprio agio, si ride e ci si ritrova intorno a una tavola ogni sera, dopo una giornata di impegni, per godere del conforto della convivialità.
Chiamare un luogo “casa” significa provare a restituire tutto questo, anche fuori dalle mura domestiche, con quel qualcosa in più che un ristorante può dare.
Nasce così Casa Carnera – Cantina e Cucina, un nuovo ristorante nel cuore del “salotto buono” di Torino, a un passo dalla Gran madre.
Un nuovo progetto nato dal desiderio di riportare la cucina alle sue origini più autentiche: il fuoco, la brace, il tempo e la materia prima. Alla base di tutto, alle radici di ogni piatto, c’è la cucina primordiale, riscoperta con le tecniche moderne: il risultato non è solo carne alla brace di altissima qualità, ma cotture ancestrali, affumicature che danno personalità, passaggi che mettono al centro la materia prima restituendola nel piatto condita del ricordo del trattamento più autentico, semplice e antico possibile.
Il cuore pulsante di Casa Carnera è la brace, intesa non solo come metodo di cottura, ma come vero e proprio linguaggio culinario. Qui si cucina come una volta, quando non esistevano mezzi moderni, ma solo il controllo del fuoco, l’esperienza, l’istinto e la conoscenza profonda delle materie prime.
La Cucina di Casa Carnera
La brace, la griglia, il josper sono infatti il filo conduttore di un menu creativo, che alterna proposte divertenti, che viaggiano tra il territorio e l’internazionalità, a tagli di carne pregiata, rigorosamente trattati con la cottura alla brace, in modo da esaltarne le caratteristiche senza intaccare le qualità della materia prima.
La cucina è guidata dallo chef Yari Sità, classe 1986, nome noto alla ristorazione torinese, che è stato scelto dai giovani imprenditori della ristorazione Christian e Patrick Barberi per guidare un progetto gastronomico portando con sé una visione ampia e colta: la sua è una cucina che crea un ponte “meridiano”, un percorso ideale che parte dalla Catalogna e arriva fino al Giappone, passando naturalmente per il Piemonte, attraversando culture diverse ma unite dallo stesso rispetto per il prodotto e dal culto della semplicità.
Un dialogo gastronomico fatto di contaminazioni misurate, mai forzate, che trovano nella brace il loro punto d’incontro.
Il risultato è la reinterpretazione di grandi classici internazionali come il Lobster Roll Piemontese, o di capisaldi della cucina della tradizione come i Plin alle tre carni, che a Casa Carnera vengono passati alla brace e serviti con jus di manzo e una leggera fonduta.
Dalla brace viene anche il ragù che condisce le pappardelle, che acquisiscono così un sapore nuovo, diverso, caratteristico. Dalla brace arrivano le verdure del territorio, fresche e di stagione, e perfino l’ananassubisce la stessa cottura, diventando uno dei dessert signature del ristorante.
Non mancano le proposte per gli amanti della carne: dal Tomawahk al T-Bone, dalla Ribeye al Filetto di Fassona, fino al Galletto, uno dei grandi cavalli di battaglia dello chef. Tutto, nel menu di Casa Carnera, è pensato per onorare il piacere del buon cibo e dello stare insieme, divertendo e appagando allo stesso tempo: ne è la dimostrazione perfetta il Foie Burger “Rossini” che, con il suo hamburger di Bra alla brace, la scalpppa di foie gras, le cipolle caramellate al Dolcetto e le scaglie di tartufo nero pregiato si candida a diventare il panino più prezioso della città.
Qualunque sia la proposta in carta, fondamentale per Casa Carnera è l’approvvigionamento di materie prime locali: il territorio diventa protagonista, valorizzato attraverso una cucina che non vuole mascherare, ma esaltare. Ogni ingrediente viene trattato con rispetto, lasciato parlare, accompagnato e non sovrastato.
Accanto alla cucina, Casa Carnera è anche cantina, con una selezione di vini pensata per accompagnare le cotture alla brace e la struttura dei piatti, ma sempre con uno sguardo attento alla bevibilità e al piacere della condivisione.
Il locale: una Casa accogliente e di design
Bianco, nero e rosso. Sensazioni materiche e morbidezza del velluto: anche gli spazi di Casa Carnera sono pensati per rappresentare un’identità variegata, che vuole essere conviviale ma raffinata, accogliente ma intima e riservata.
Il rosso dei tessuti rimanda a quel fuoco che è protagonista della cucina, mentre l’illuminazione risalta gli arredi, contribuendo a creare un’atmosfera raccolta.
Un ambiente quasi teatrale, dove le luci contribuiscono a creare una dimensione avvolgente, quasi teatrale, prendendo ispirazione da certi locali newyorkesi senza tempo, e costruendo qualcosa che a Torino mancava. Uno spazio dove il cliente è totalmente al centro dell’esperienza, al punto da poter scegliere di prenotare in maniera esclusiva una selezione di esperienze gastronomiche private, come la saletta “Carbon Rouge”, pensata per un massimo di otto persone, dove agli ospiti viene servito un menu dedicato, o la saletta “Come a Casa” (massimo sei persone), uno chef’s table privato con balconcino annesso in cui viene servito un percorso a sorpresa che racconta la parte più creativa e personale della cucina dello chef.
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