CAI: La polemica di UNCAI infanga l’accademia dei georgofili
Il Coordinamento degli Agromeccanici Italiani, contesta la ricostruzione di Uncai
Siamo profondamente costernati che, nella guerriglia da retrobottega scatenata da un’organizzazione largamente minoritaria del sistema delle imprese agromeccniche italiane, sia stata infangata la reputazione dell’Accademia dei Georgofili, istituzione gloriosa e da sempre rivolta al progresso dell’agricoltura e refrattaria alle polemiche sterili. Le dichiarazioni fuori luogo di un sindacato così marginale nel panorama della meccanizzazione agricola sarebbero passate sotto silenzio. Tuttavia, quello che la rappresentanza di Uncai, aderente a Confagricoltura, spaccia per vecchie logiche politiche, che, secondo loro, renderebbero ancora improbabile in Italia un dialogo concretamente finalizzato all’inclusione, all’approfondimento e alla risoluzione dei problemi, merita una censura netta e una riflessione amara sul ruolo di certi soggetti, le cui affermazioni di fatto penalizzano gli associati, esigui nei numeri, ma non per questo con minore dignità.
Il CAI, il Coordinamento degli Agromeccanici Italiani formato da Unima e Confai, organizzazioni che rappresentano circa 11mila imprese agromeccaniche italiane, contesta la ricostruzione di Uncai sui meriti che quest’ultima si è più volte attribuita circa il ruolo chiave avuto nell’organizzazione di una giornata nazionale del contoterzismo, in programma per il prossimo autunno all’Accademia dei Georgofili di Firenze. Uncai parla di altre associazioni che si sarebbero aggregate all’incontro di approfondimento sul contoterzismo. Non è esattamente così. I contatti con l’Accademia dei Georgofili, purtroppo tirata in ballo in quella che è una delle peggiori pagine dei rapporti fra una frangia del mondo sindacale agricolo e la più antica istituzione accademica dell’Agricoltura, sono stati presi da Confai, già durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2016-2017.
Il protocollo d’intesa è stato poi siglato, per espressa richiesta di Confai, a nome del Coordinamento Agromeccanici Italiani, a conferma della volontà di unire e non dividere il sistema e, dunque, diametralmente all’opposto di quanto afferma Uncai circa gli obiettivi di unione della filiera agricola. Il CAI aveva per ben due volte evitato di sconfessare pubblicamente le dichiarazioni attraverso comunicati stampa di Uncai, che si era attribuita i meriti della giornata di studio sul contoterzismo. Tutto ciò per non coinvolgere l’Accademia dei Georgofili, che merita rispetto, ammirazione e collaborazione.
Oggi non possiamo però tollerare che un sindacato faccia sterili polemiche, accusando il Coordinamento degli Agromeccanici Italiani di aver siglato un protocollo di intesa con l’Accademia dei Georgofili. Non capiamo: avremmo dovuto forse chiedere il permesso a Uncai? Comunque è ben chiaro l’orientamento di chi non riesce neppure a concretizzare un rapporto e si ritira da iniziative che sicuramente contribuiranno a far crescere l’agricoltura e chi cerca di costruire. Rimane il rammarico per le esternazioni che desideriamo scusare come un effetto collaterale del caldo e che insultano l’Accademia dei Georgofili e tutte le imprese agromeccaniche italiane.
Roma, 29 luglio 2016
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