Conferenza sullo Sviluppo Rurale 2.0
Agromeccanici: bene flessibilità, semplificazione e sussidiarietà
“Auspichiamo vivamente che i nuovi indirizzi emersi dalla Conferenza europea di Cork 2016, battezzata 2.0, possano essere oggetto di pronta applicazione nell’ambito delle politiche rurali, così da innescare una ripresa di competitività quanto mai necessaria nei differenti contesti nazionali e locali”.
Questa la posizione espressa dal Coordinamento Agromeccanici Italiani a pochi giorni dall’adozione della nuova Dichiarazione sullo sviluppo rurale (A better life in rural areas), risultato dei lavori della nuova Conferenza di Cork, tenutasi esattamente 20 anni dopo lo storico congresso promosso dalla Commissione europea al fine di porre le basi per una specifica politica di sviluppo rurale.
“Abbiamo esaminato con attenzione le resultanze della convention – segnala il presidente di Confai, Leonardo Bolis – accogliendo con grande soddisfazione una prospettiva che non esitiamo a definire rivoluzionaria, in quanto punta ad assegnare alla politica rurale un ruolo strategico prioritario rispetto alle singole politiche di comparto. Questo cambio di impostazione non deve essere sottovalutato, in quanto porterebbe con sé l’abbandono di vecchi schemi regolamentari a favore di misure di sviluppo rurale agili e parimenti indirizzate, senza inutili distinzioni burocratiche, a tutti gli attori che operano all’interno del settore primario. Ossia, in altri termini, un’unica politica di sostegno a disposizione di tutti gli imprenditori che producono per il mercato in un contesto di feconda competitività”.
Sulla stessa linea il presidente di UNIMA, Silvano Ramadori. “Confidiamo che sia giunto il momento propizio per iniziare ad abbattere gli spessi muri divisori del pensiero settoriale – afferma Ramadori – che tanto danno hanno prodotto fino ad oggi nel mondo agricolo. Anziché disperdere tempo e risorse nella continua definizione di complicati sistemi di regole atte a discriminare i diversi protagonisti del mondo rurale, è opportuno che le istituzioni europee e nazionali inizino a semplificare e ad applicare nei fatti il principio di sussidiarietà richiamato nella Dichiarazione finale di Cork. Qualora si profilasse concretamente lo scenario auspicato, il mondo agromeccanico avrebbe finalmente a disposizione gli strumenti necessari per massimizzare il proprio apporto in termini di investimenti in innovazione e sviluppo al servizio dell’intero settore primario”.
Roma, 16 settembre 2016
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